Nicolò (o Nicola) da Casola

Nome

               Non senza difficoltà appare la ricostruzione della vicenda biografica del nostro autore, del quale perfino il nome stesso è oggetto di discussione nella bibliografia.

Dobbiamo a Rajna 1908 (pp. 81-82) la stabilizzazione della pronuncia Càsola, sulla scorta di un’indagine toponomastica che aveva identificato più di una quindicina di topònimi emiliani del tipo “Càsola” (diminutivo di ‘casa’) dal quale la famiglia del nostro, una volta trasferitasi a Bologna, avrebbe ripreso la designazione antroponimica.

               Sulla scelta tra i due proprinomî allotropici Nicolò / Nicola, Rajna 1908 (ibidem) mostra la medesima recisione, facendo aggio sulla preponderanza numerica nella toponomastica italiana settentrionale di S. Nic[c]olò / S. Nicolao su S. Nicola (preferito invece al meridione) e richiamandosi all’“uso emiliano arcaico” (p. 82) che garantirebbe la forma tronca sulla base delle occorrenze onomastiche sul tipo di Nicolò da Correggio e Nicolò d’Este; più recentemente Limentani 1992 (p. 214, n. 1) ha proposto la soluzione Nicola per evitare ambiguità con Niccolò da Verona, coevo al nostro e anche lui operante alla corte estense. Sembrerebbe dunque permanere ancora una certa dose di ambiguità nella bibliografia critica su questo punto. D’ora in avanti in questa scheda adotteremo per pura comodità pratica l’allotropo Nicolò.

Notizie biografiche

            Scarse appaiono le notizie più propriamente biografiche sul nostro; nella bibliografia critica si è data per accertata la presenza a Bologna già del nonno di Nicolò, Pietro, il quale al 1342 comparirebbe come componente della “Società dei Lombardi” istituita da Taddeo Pepoli, insieme con i tre figli Bencivenne, Guido e Giovanni (cfr. Rajna 1908, pp. 88ss.). Da quest’ultimo, notaio, sarebbe nato Nicolò, per il quale la prima data utile è il 1333, quando il suo nome compare nelle Matricole della Società dei Notai bolognesi (cfr. Bertoni-Foligno 1906, p. 93 e nota 2; Rajna 1908, pp. 90-1 e nota 1 a p. 91; Stendardo 1941, p. x); Rajna 1908 (p. 91) argomenta che almeno avrebbe dovuto essere ventenne il nostro Nicolò per esercitare il notariato, e che perciò la nascita dovrebbe avere come estremo limite recenziore il 1313. Tutta la questione appare però bisognosa di riscontri ulteriori e di riesame accurato dei documenti, poiché proprio da Rajna 1908 (passim) appare evidente come niente affatto semplice sia dipanare il groviglio di date e soprattutto di nomi intorno alla figura e alla famiglia di Nicolò.

            Data congetturalmente e plausibilmente più fondata appare quella apposta a f. 1r del manoscritto α.W.8.16-17 contenente il poema di Nicolò, La guerra d’Attila (titolo apposto modernamente, però, come già discusso nella scheda dedicata all’opera): M°[ccc]L viij (sulla rasura e sull’integrazione moderna di tale datazione cfr. sempre la scheda dedicata all’opera). La composizione del poema, per ragioni interne, trova il suo terminus ante quem al 1373, anno della morte di Ambrogiuolo Visconti, che invece nel secondo libro del poema Nicolò ci presenta, ancora vivente, subire la rotta del suo esercito nel 1367-68 nelle regioni meridionali dell’Italia – mentre mai nella Guerra d’Attila si fa accenno alla sua successiva morte.

Sulla stessa dipartita di Nicolò non si può far altro che effettuare congetture: Stendardo 1941 (p. xii) arrischia il 1380 come punto estremo della vicenda terrena del poeta.

            Altre notizie biografiche sul poeta si ricavano esclusivamente dalla sua opera, dalla quale apprendiamo che egli scrive il poema

 

Por fer a le marchis d’Est un riche don

O voiremant a suen oncles, dan Boniface, il baron.

(Stendardo 1941, l. I, c. I, vv. 40-49)

 

– dono cioè al marchese Aldobrandino III d’Este (1335-61; signore di Modena e Ferrara dal 1352 alla morte) o a suo zio Bonifacio Ariosti, suo tutore (cfr. Stendardo, pp. xi-xii).

Inoltre sempre dal poema sappiamo che Nicolò fu esiliato da Bologna:

 

[….] si con Niclais tresmoigne

Que fist cist romains au sevrer de Boloigne,

Quant il fu exilee por invie matogne

(Stendardo, 1941, l. I, c. VII, vv. 104-106)

 

– questo fatto poté avvenire attorno al 1350, quando Giovanni Pepoli, fatto prigioniero da Astorgio di Duraforte, per riscattare la propria libertà dovette farsi prestare una somma molto elevata dal signore di Milano Giovanni Visconti, il quale chiese come contropartita la città stessa di Bologna. Appropriatisi in tal modo della città, i Visconti poi eliminarono l’opposizione interna bolognese: forse proprio in questo periodo Nicolò fu costretto all’esilio (cfr. Bertoni-Foligno 1906, pp. 95-96).

            Sempre dal poema possiamo supporre (ma con nessun appiglio documentario o storiografico esterno) che Nicolò esiliato, quando già aveva concepito l’idea della sua opera, vagò alla ricerca di materiale cronachistico su Attila nell’Italia settentrionale:

 

In Friul atrovoit tout l’instoire aloigne

(Stendardo 1941, l. I, c. VII, v. 108)

 

Et ie veant ce que Atille, il paghenor,

Fu semblant dou bison, que tot mis in eror

Et voloit confondre la gent nostre Seignor,

La compagnie Deu et de li ses factor,

Me sui mis in cuer veiler et nuit et jor

Por açater li escript et la croniche maor

De cist filz au livrer, que a si grant furor

Veut confondre Ytaire e ’l batisme anchor.

In Friul me sui penez in l’Istrie et in Chalor,

In la Marçhe et in Lomgbardie et in mant terres et bor

Por atrover li escript de Atille et la flor

(Stendardo 1941, l. II, c. XVI, vv. 6082-92)

 

– tale periodo di ricerca dovrà dunque essere ricompreso, logicamente, tra i due massimi estremi 1350-1358 circa (data apposta sul frontespizio del poema, come già detto). In questi anni, ovviamente, dovrebbe anche collocarsi l’arrivo a Ferrara (cfr. Stendardo 1941, pp. xi segg.).

            Rinnovate ricerche documentarie potranno in futuro forse meglio definire e arricchire le notizie che finora abbiamo sul nostro Nicolò (o Nicola) da Casola.

[È in corso di preparazione a cura di Andrea Beretta (dottorando presso la Scuola di Filologia e Critica, curriculum di Filologia romanza, presso l’Università di Siena) l’edizione critica e commentata dell’opera.]

Opere

La guerra d’Attila

Il poema assomma nella figura di Attila non solo i tratti storico-leggendari propri del re unno, ma ne fa anche il nemico per eccellenza della Cristianità. Battaglie, devastazioni e saccheggi (ma anche scene, temi e motivi che indulgono al meraviglioso e al romanzesco) vedono opposti al “filz au livrer”, tra gli altri, re Gilio di Padova e il mitico capostipite estense Foresto.

Bibliografia

1. Edizione complessiva

Stendardo, Guido

 1941                Niccolò da Casola, La Guerra d’Attila. Poema franco-italiano pubblicato dall’unico manoscritto della R. Biblioteca Estense di Modena, Testo, introduzione, note e glossario di Guido Stendardo, prefazione di Giulio Bertoni, Libro I e II, Modena, Società Tipografica Modenese, 1941 (“Istituto di Filologia romanza della R. Università di Roma. Studi e testi”).

            in corso:

Edizione critica e commentata a cura di Andrea Beretta, dottorando presso la Scuola di Filologia e Critica, curriculum di Filologia romanza (tutor: Professoressa Anne Angele Schoysman), presso l’Università di Siena

 

2. Edizioni parziali

Bertoni, Giulio – Foligno, Cesare

1906                La Guerra d’Attila, poema franco-italiano di Nicola da Casola, in «Memorie Accad. Scienze Torino», s. 3a, LVI (1906), pp. 77-58.

 

Bertoni, Giulio

1907                Attila. Poema franco-italiano di Nicola da Casola, Friburgo (Svizzera), Libreria Universitaria O. Gschwend, 1907.

 

3. Stralci testuali

D’Ancona, Alessandro

1880                La leggenda di Attila flagellum Dei in Italia in Id., Studi di critica e storia letteraria, Bologna, Zanichelli, 1880, pp. 361-504.

1889                Attila flagellum Dei, in Id., Poemetti popolari italiani, Bologna, Zanichelli, 1889, pp. 167-309.

 

Rajna, Pio

1908                L’«Attila» di Nicolò da Càsola, sulle orme di una pubblicazione recente e con riguardo a un’altra, «Romania», XXXVII (1908), pp. 80-110.

 

4. Analisi linguistiche dell’Attila

Peisker, Rose Marie

1973                Materialien zur Beschreibung der Sprache des franko- venezischen Epos “La Guerra d’Attila”, tesi di Dottorato, Göttingen, 1973 (tutori succedutisi: G. Ineichen, W. Thümmel).

 

5. Studi

Bertolini, Virginio

1977-1978      Il Filocolo e Niccolo da Casola, «Studi sul Boccaccio», 10 (1977-1978), pp. 277-284.

 

Bianco, Andrea

2005                La Guerra d’Attila, in Franco-italien et épopée franco-italienne, (a cura di) Holtus, Gunter – P. Wunderli, Peter Heidelberg, Winter, 2005  (fa parte di Les épopées romanes, directeurs: R. Lejeune, J. Wathelet-Willem, H. Krauss, vol. 3, t. 1/2.10, pp. 283-295 di Grundriss der romanischen Literaturen des Mittelalters).

 

Carile, Antonio

1973                Una Vita d’Attila a Venezia nel XV secolo, in Venezia e Ungheria nel Rinascimento, a cura di V. Branca, Firenze, Olschki, 1973, pp. 369-396.

 

Ghinassi, Ghino

1974                Rec. a Peisker, Rose Marie Materialen zur Beschreibung der Sprache des franko-venezischen Epos “La guerra d’Attila”, in «Lingua nostra», 35 (1974), pp. 95-96.

 

Limentani, Alberto

1992                Gli intarsi latini dell’Attila di Nicola da Casola, in Id., L’Entrée d’Espagne e i signori d’Italia, Padova, Antenore, 1992, pp. 214-225.

 

Peron, Gianfelice

2011                “Filz au livrier”. Attila nell’epica franco-italiana, in Epica e cavalleria nel Medioevo. Atti del seminario internazionale, Torino, 18-20 novembre 2009, a cura di M. Piccat e L. Ramello, Alessandria, Edizioni dell’Orso, 2011, pp. 27-53.

 

Rajna, Pio

1908                L’«Attila» di Nicolò da Càsola, sulle orme di una pubblicazione recente e con riguardo a un’altra, «Romania», XXXVII (1908), pp. 80-110.

 

Roussel, Claude

2006                La fée Gardene dans La guerra d’Attila, in “Qui tant savoit d’engin et d’art.” Mélanges de philologie médiévale offerts à Gabriel Bianciotto, (a cura di) Claudio Galderisi et Jean Maurice, Poitiers, Université de Poitiers, Centre d’études supérieures de civilisation médiévale (Civilisation médiévale, 16), 2006, pp. 61-69.

 

Stengel, Edmund

1909                Rec. di Bertoni, Giulio – Foligno, Cesare La Guerra d’Attila, poema franco-italiano di Nicola da Casola, cit. e Bertoni, Giulio Attila. Poema franco-italiano di Nicola da Casola, cit., in «Zeitschrift für romanische Philologie» 33 (1909), pp. 592-595.

 

Villoresi, Marco

1998                Boiardo lettore dell’Attila di Nicola da Casola?, in Il Boiardo e il mondo estense nel Quattrocento. Atti del Convegno internazionale di studi, Scandiano – Modena – Reggio Emilia – Ferrara, 13-17 settembre 1994, a cura di G. Anceschi e T. Matarrese, Padova, Antenore, 2 voll., 1998 (vol. I, pp. 195-222).

Crediti

Scheda a cura di Andrea Beretta

Ultimo aggiornamento: 15 aprile 2013