Oxford, Bodleian Library, Laud Misc. 537

Contiene il Livre de l’Eschiele Mahomet.

Descrizione materiale

Segnatura: Laud Misc. 537.

Data: primo terzo del XIV secolo (Wunderli 1965, 26).

Origine: anglo-normanna.

Supporto: Pergamena.

Numero di carte: ff. II, 52.

Formato: 263×180 mm.

Rilegatura: in cuoio rosso.

Mise en page: Testo disposto su due colonne di 37 e 39 linee.

Mani: Il codice deve essere stato esemplato da una sola mano, sebbene un cambio di grafia si riscontri ai ff. 39-40. Secondo Wunderli (1965, 279), tale cambio di grafia sembra infatti dovuto  solo ad un mutamento dello stato d’animo del copista, o ad una lunga interruzione nel suo atto di lavoro, piuttosto che ad una sua sostituzione vera e propria.

Foliazione: moderna, a matita.

Decorazione: Al f. 1r si trovano due miniature: la prima, posta in basso, a destra, mostra Maometto intento a salire la scala che da Gerusalemme lo conduce al primo cielo; la seconda, molto più ricca ed eseguita con maggiore perizia, è intrecciata con la grande C iniziale del prologo (Ce livre est li livre…), e illustra Gabriele che sveglia il profeta Maometto, addormentato al fianco della moglie, prendendolo per la mano. Si tratta di miniature certamente del XIV secolo, che Wunderli (1965, 33) riconduce sicuramente all’Inghilterra (cfr. anche Cerulli 1949, 16), contestando così il giudizio di Muñoz (1949, 250-251) di possibili influenze italiane, francesi o spagnole.   

Notizie storiche: Sulla base dello studio delle armi incise e disegnate sui ff. I e 52, Wunderli (1965, 44-45) avanza l’ipotesi che il ms. sia appartenuto ad un’importante famiglia dell’aristocrazia inglese del XIV secolo, i Bagot, che ebbe fra i suoi membri più illustri, Sir William, ministro di Riccardo III verso la fine del secolo. Una nota al f. 5r, databile probabilmente all’inizio del XVI secolo, reca il nome di un altro possibile possessore del codice, un certo William Cokkow, la cui identificazione resta tuttavia ancora misteriosa. Le notizie storiche sul ms. restano dunque vaghe fino all’inizio del XVII secolo, ma a partire da questo momento si sa per certo che il codice si trova in possesso di un certo Samuel Clerke. Completamente trascurata da Cerulli e falsata poi da Muñoz, la questione dell’identificazione di questo possessore del codice, è stata infine minuziosamente affrontata e risolta da Wunderli (1965, 48-57). Nato nel 1582 da Edward Clerke de Willoughby, Samuel Clerke fu cappellano del principe Carlo, dopo essere stato reverendo a Saint Pierre, a Northampton e a Winwick. Nel 1623 e nel 1640 si hanno notizie di lui anche come arcidiacono di Derby. Morì nel 1641, solo pochi anni dopo aver presumibilmente venduto il codice, nel 1637, a William Laud, che era allora arcivescovo di Canterbury e cancelliere dell’Università di Oxford. Il ms. tuttavia non rimase a lungo nelle sue mani, perché il 28 giugno 1639 fu donato assieme ad altri alla Bodleian Labrary.

Antiche segnature: Sul dorso del ms., in posizione centrale, si trova l’antica segnatura, anc. H 19, precedente al trasferimento nel 1641 dei manoscritti di Laud nella galleria sud-ovest della biblioteca.

Altre informazioni: La prima menzione del codice Laud Misc. 537 in un’opera a stampa si trova nel «Catalogi Librorum Manuscriptorum Angliae et Hiberniae in unum collecti, cum Indice Alphabetico» pubblicato da Edward Bernard nel 1697 (alla pagina 69, colonna b, nella sezione H). Nel secolo e mezzo seguente non si ha più alcuna menzione del codice. Solo nella seconda metà del XIX secolo Moritz Steinschneider attira di nuovo l’attenzione sul ms. con tutta una serie di pubblicazioni (a cominciare dal suo «Catalogus Librorum Hebraeorum in Bibliotheca Bodleiana, pubblicato fra il 1852 e il 1860; cfr. colonna 2747) e Henry Octavius Coxe ne dà una nuova descrizione (1858), ma l’ipotesi che il testo in esso contenuto sia la traduzione di una parte del Corano («Alcorani pars») continua a persistere. La tesi che il nostro ms. rappresenti una traduzione della sura 70 del Corano riappare ancora in George Sarton nel 1931. Ma a partire dallo studio di Ugo Monneret de Villard (1944) l’identificazione dell’Eschiele de Mahomet con la sura suddetta verrà finalmente meno. Nel 1945 Evelyn Procter trascrive per la prima volta per intero il prologo del nostro ms., mentre nel 1946 Enrico Cerulli ne annuncia la pubblicazione nella recensione al Groupe Linguistique d’Etudes chamito-sémitiques. Un’ultima menzione del ms. prima della sua pubblicazione, che avverrà nel 1949, per strade del tutto indipendenti, da parte di Cerulli, da un lato, e di Muñoz Sendino, dall’altro, si deve a Marie-Thérèse d’Alverny (1948). Lo studio a tutt’oggi più esaustivo e completo del ms. resta quello di Peter Wunderli (1965), che poco tempo dopo provvederà anche a dotare il testo della traduzione francese del Livre de l’Eschiele Mahomet di una nuova edizione criticamente affidabile.  

Contenuto

Le Livre de l’eschiele Mahomet

Il Livre de l’eschiele Maomet è la traduzione francese di una delle numerose redazioni della leggenda musulmana medievale del Kitāb al-Micrāǧ (il Libro della Scala o Libro dell’Ascensione [di Maometto] al cielo) che, fiorita intorno ad un oscuro versetto coranico (Corano XVII 1), racconta il viaggio notturno ed ultraterreno che il profeta Maometto compie attraverso i cieli fino in Paradiso e poi all’Inferno.

Bibliografia

 

Bernard, Edward

1697    Catalogi Librorum Manuscriptorum Angliae et Hiberniae in unum collecti, cum Indice Alphabetico, Oxoniae e Theatro Sheldoniano, 1697.

 

Cerulli, Enrico

1946    Recens. di Groupe Linguistique d’Etudes chamito-sémitiques (GLECS) 4. Séance du 22 mai 1946, «Communications», pp. 27-28.

1949                Il libro della Scala e la questione delle fonti arabo-spagnole della Divina Commedia, Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, 1949 (Studi e Testi, 150).

 

Coxe, Henry Octavius

1858    Catalogi Codicum Manuscriptorum Bibliothecae Bodleianae, Pars Secunda, confecit Henricus O. Coxe, A.M., Hypo-Bibliothecarius, Oxonii, 1858.

1885    Index in Catalogum Codicum MSS. Laudianorum Latinorum et Miscellaneorum qui in Bibliotheca Bodleiana Adservantur, Oxonii, 1885.

 

D’Alverny, Marie-Thérèse

1947-1948      Deux traductions latines du Coran au Moyen âge, in «Archives d’histoire doctrinale et littéraire du Moyen âge», 22-23 (1947-1948), 69-131.

 

Madan, Falconer – Craster, Herbert 

1922    Summary Catalogue of Western Mss. in the Bodleian Library at Oxford, vol. II, p. I, Oxford, 1922, p. 55, n. 1282.

 

Monneret de Villard, Ugo

1944    Lo Studio dell’Islam in Europa del XII e del XIII secolo, Città del Vaticano, 1944, 53-54 («Studi e Testi», 110).

 

Muñoz Sendino, M. José

1949                  La Escala de Mahoma. Traduccion del Arabe al Castellano, Latin y Frances, ordenado por Alfonso X el Sabio, Madrid, 1949.

 

Procter, Evelyn S.,

1945                  The Scientific Works of the Court of Alfonso X of Castile. The Kings and his Collaborators, in «The Modern Language Review», 40 (1945), 12-29.

 

Sarton, George

1931    Introduction to the History of Science. Vol. II: from Rabbi ben Ezra to Roger Bacon, Baltimore, Williams and Wilkins, 1931.

 

Steinschneider, Moritz

1852-1860      Catalogus Librorum Hebraeorum in Bibliotheca Bodleiana, jussu curatorum digessit et notis instruxit M. Steinschneider, Berolini, typis A. Friedlaender, 1852-1860.

1874    Occidentalische Übersetzungen aus dem Arabischen in Mittelalter, in «Zeitschrift der Deutschen Morgenländischen Gesellschaft», 28 (1874), 453-459.

1877    Polemische und apologetische Literatur in arabischer Sprache, zwischen Muslimen, Christen und Juden, nebst Anhängen verwandten Inhalts. Mit Benutzung handschriftlicher Quellen, Leipzig, 1877 («Abhandlungen für die Kunde des Morgenlandes, herausgegeben von der Deutschen Morgenländischen Gesellschaft VI», n. 3).

1893    Die hebraeischen Übersetzungen des Mittelalters und die Juden als Dolmetscher. Ein Beitrag zur Literaturgeschichte des Mittelalters, meist nach handschriftlichen Quellen, Berlin, Kommissionsverlag des Bibliographischen Bureaus, 1893, p. 591 (§ 370).

1904    Die europäischen Übersetzungen aus dem Arabischen bis Mitte des 17. Jarhunderts (A. Schriften bekannter Übersetzer), in «Sitzungsberichte der Kaiserlichen Akademie der Wissenschaften in Wien. Philosophisch-historische Klasse», 149/4, 1904.

 

Wunderli, Peter

1965    Études sur le livre de l’Eschiele Mahomet, Winterthur, P. G. Keller, 1965, 18-72.

1968    Le Livre de l’Eschiele Macomet: die französische Fassung einer alfonsinischen Übersetzung, Bern, Francke, 1968 («Romanica Helvetica», 77), 13-14.

 

Crediti

Scheda a cura di Serena Modena.
Ultimo aggiornamento: 20 maggio 2013.