Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, francese Z 5 (250)

Le carte 1r-101v contengono la cosiddetta Prise de Pampelune o Continuazione dell’Entrée d’Espagne, poema in versi del ciclo carolingio composto attorno alla metà del XIV secolo da Niccolò da Verona.

Descrizione materiale

Segnatura:

fr. Z 5 (250).

Origine:

Manoscritto esemplato in Italia, in uno scriptorium veneto o emiliano.

Data:

Seconda metà del sec. XIV, presumibilmente dopo il 1360.

Supporto:

Pergamenaceo.

Numero di carte:

102, oltre a quelle di guardia.

Formato:

270 x 185 mm.

Fascicolazione:

I-III8 (1-24), IV-V6 (25-36), VI8 (37-44), VII6 (45-50), VIII-XIII8 (51-98), XIV4 (99-102).

Foratura:

Fori ai ff. 26-28, 36, 64; erosioni da tarlo ai ff. 1-3, 101.

Rigatura:

A secco.

Mise en page:

Il testo è disposto a piena pagina con numero di versi oscillante tra 28 e 34; lo specchio di scrittura è 190 x 110 mm.

Scrittura:

Gotica libraria italiana.

Mani:

Il codice, secondo Bisson 2008, è dovuto alla collaborazione di due copisti, uno dei quali allievo dell’altro. Il primo scriba, cui si può attribuire gran parte del lavoro, ha una scrittura di piccolo modulo, elegante e poco legata; la scrittura del secondo presenta tratti piuttosto spessi e meno verticalizzati ed è limitata a due brevi passi, dove si trovano le uniche correzioni di copista del testo. Alcune oscillazioni nel disegno dei caratteri, verosimilmente attribuibili al primo copista, portano Specht 1982 (con cui concorda Di Ninni 1992) ad ipotizzare la presenza di una terza mano.

Foliazione:

Ottocentesca, in cifre arabe, in alto sul recto di ciascun foglio.

Decorazione:

L’unica iniziale miniata, al f. 1r, occupa lo spazio di quattro interlinee: all’interno di un quadrato blu è iscritta una C(um) di colore rosa, istoriata con un personaggio di profilo, rivolto a destra, vestito di rosso, con un copricapo trecentesco. Dal fregio si dipartono tre piccole antenne vegetali con foglie rosse, azzurre e verdi che ornano parte del margine sinistro e di quello superiore. Lo stile sembra rimandare all’area veneta e la foggia del cappuccio, diffusasi a partire dal 1360, indicherebbe che la decorazione risalga agli anni attorno a tale data (D’Arcais 1984 p. 592).

Ogni lassa inizia con una lettera filigranata di modulo maggiore (pari a due interlinee), uscente dallo specchio e decorata da sottili volute geometriche, molto estese sia verso l’alto che verso il basso. Alternano i colori rosso e blu (lettera rossa / antenne blu; lettera blu / antenne rosse).

Legatura:

Marciana, moderna: sul frontespizio è raffigurato il leone di S. Marco in oro e sul dorso si legge la scritta DE ROUT. RONC. ROM.

 

Altre informazioni:

Sul verso del secondo foglio di guardia anteriore si legge l’indicazione Caroli Magni Romanus ut puto, seguita da una croce e da una probatio calami. Sul verso del foglio di guardia successivo Paul de Musset, che consultò il codice nel 1846, lasciò una nota di commento sull’errore compiuto nell’attribuzione del titolo. Nel corso del tempo due bibliotecari della Marciana, uno dei quali è G. Valentinelli, lasciarono alcune indicazioni bibliografiche sul verso del secondo foglio di guardia anteriore.

La scritta Sequitur Roncivaium che si trova sul recto del f. 102 (secondo la numerazione di Bisson 2008, mentre per altri è il primo foglio di guardia posteriore) è di carattere antico e appartiene ad una mano di poco posteriore a quella dei due copisti.

Antiche segnature:

Sulla controguardia anteriore la collocazione antica Arm. C – Th. III fu cancellata e riscritta come Arm. IV – Th. 6, anch’essa successivamente cancellata e sostituita dalla collocazione ducale CIV 6. Traccia di un’antica classificazione è anche l’indicazione ventidue sul recto del secondo foglio di guardia anteriore.

Possessori:

Il codice, come testimonia il prezioso inventario del 1407, era in possesso della famiglia Gonzaga; se ne perdono poi le tracce, finché non ricompare tra i manoscritti posseduti dal nobile veneziano Giovambattista Recanati, che lo acquistò prima del 1722. Alla sua morte (1734) il manoscritto passò alla Biblioteca Marciana

Opere


Prise de Pampelune

La chanson, composta nell’Italia settentrionale verso la metà del XIV sec. (la sola notizia certa riguardante l’autore rimane la sua presenza a Ferrara all’inizio degli anni quaranta del Trecento), è un lungo elenco delle conquiste franche in Spagna sulla via del cammino di san Giacomo.

Bibliografia

Bekker, Immanuel

1841                           Die Altfranzösischen Romane der St. Marcus bibliothek (Lat. et Ital. D. Marci biblioth. p. 257). Proben und Auszüge, “Philologische und historische Abhandlungen der königlichen Akademie der Wissenschaften zu Berlin”, 1841, 291-293.

 

Bisson, Sebastiano

2008                Il fondo francese della Biblioteca Marciana di Venezia, Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 2008, 23-26.

 

Braghirolli, Willelmo – Meyer, Paul – Paris, Gaston

1880                Inventaire des manuscrits en langue française possédés par Francesco Gonzaga I,  “Romania”, IX (1880), 497-514, a p. 513.

 

Ciampoli, Domenico

1897                           I codici francesi della R. Biblioteca Nazionale di S. Marco in Venezia, Venezia, Olschki, 1897.

 

D’Arcais, Flores

1984                           Les illustrations des manuscrits français des Gonzague à la Bibliothèque de Saint-Marc, in Essor et fortune de la Chanson de geste dans l’Europe et l’Orient latin. Actes du IXe Congrès International de la Société Rencesvals pour l’Étude des Épopées Romanes (Padoue-Venise. 29 août – 4 septembre 1982), 2 voll., Modena, Mucchi, 1984, II, 585-616, a p. 592.

 

Di Ninni, Franca (ed.)

1992                Niccolò da Verona, Opere. Pharsale, Continuazione dell’Entrée d’Espagne, Passion, Venezia, Marsilio, 1992, 31-32 e 37-38.

 

Ferrari, Giorgio

1961a                          Codici Marciani ed edizioni italiane antiche di epopea carolingia. Catalogo di mostra in occasione del II. Congresso della Société Rencesvals in Venezia (Settembre 1961), Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, 1961.

1961b                         Documenti Marciani e principale letteratura sui codici veneti di epoca carolingia; supplemento al catalogo di mostra (sez. III) in occasione del II. Congresso della Société Rencesvals in Venezia, Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, 1961.

 

Keller, Adelbert

1844                           Romvart. Beiträge zur Kunde mittelalterlicher Dichtung aus italiänischen Bibliotheken, Mannheim/Paris, Bassermann/Renouard, 1844.

 

Mussafia, Adolf

1863                Handschriftliche Studien, “Sitzungsberichte der Wiener Akademie der Wissenschaften”, 42 (1863), 323-326.

Recens. di K. Bartsch, “Jahrbuch für romanische und englische Literatur”, 11 (1870), 167.

 

Rosellini, Aldo

1979                           Codici marciani di epopea carolingia. Ricerche bibliografiche, Udine, Cooperativa Libraria Universitaria Friulana, 1979.

 

Specht, René

1982                Recherches sur Nicolas de Vérone. Contribution à l’étude de la littérature franco-italienne du quatorzième siècle, Berne / Francfort, Lang, 1982.

Recens. di N. Bradley-Cromey, “Olifant”, 9.1-2 (1981-1982), 70-74. — A. M. Babbi, “Quaderni di lingue e letterature”, 8 (1983), 269. — A. Limentani, “Romania”, 104 (1983), 261-265. — L. Formisano, “Medioevo Romanzo”, 9 (1984), 299-305. — J. Horrent, “Le Moyen Âge”, 90.3-4 (1984), 559-563. — G. Holtus, “ Zeitschrift für romanische Philologie”, 102 (1986), 207-210. — J. Levy, “Romance Philology”, 46.1 (1992),  89-92.

 

Zanetti, Anton Maria

1741                Latina et italica D. Marci Bibliotheca codicum manu scriptorum per titulos digesta, [Venetiis], Apud Simonem Occhi bibliopolam, MDCCXLI, 257.

 

Crediti

Scheda a cura di Rachele Fassanelli

Ultimo aggiornamento: 28 maggio 2012