*VERNIQUE s. m.

*VERNIQUE s. m.

0.1 vernique.

0.2 Dal greco βερενίκιον (var. βερωνικόν, βερονίκη), che a partire dal II sec. d.C. viene utilizzato per designare il natron (carbonato decaidrato di sodio), passato prima a designare metonimicamente il vetro giallo o ambrato prodotto attraverso l’aggiunta di tale composto, infine ad indicare un qualsiasi contenitore per liquidi, fatto di vetro o di altro materiale, cfr. Andreose 2018, pp. 133-34, con altra bibliografia.

0.3 Hapax poliano. Secondo Andreose 2018, pp. 133-34 «il fatto che il termine poliano si distingua dagli altri esiti neolatini per l’assenza del suffisso e si differenzi dalle forme nord-italiane, gallo- e iberoromanze anche per la conservazione dell’occlusiva velare sorda, suggerisce che si abbia a che fare qui non con un prestito di antica data, ma con un adattamento francese di un termine bizantino coevo – βερνίκη o più probabilmente βερνίκι(ον) – diffuso anche tra i Latini d’Oriente».

Marca diatopica: grecismo diffuso tra i Latini d’Oriente, francese d’Oltremare.

0.4 Cfr. anche Reginato 2017, p. 79.

0.5 1 ‘Recipiente per liquidi di grande capacità’.

0.6 Francesca Gambino 29.11.2019. Ultimo aggiornamento: Francesca Gambino 29.11.2019.

 

1 ‘Recipiente per liquidi di grande capacità’.

– « Se trait le vin, ou le chier bevrajes que hi soit, et s’en enplent grant vernique d’or qe bien sunt tiel qe tienent tant vin que .viii. homes ou .x. en av<r>oient assez, et se metent, entres deus homes que sieent a table, un; et chascun de cesti deus homes hont une coppe d’or a maneque, et con celle cope prennent dou vin de cel grant vernique d’or.», Marco Polo, Il Milione, LXXXV, 12.