Cracovia, Biblioteka Jagiellońska Berol. Ms. Gall. Fol. 182

Descrizione materiale

Segnatura: Berol. Ms. Gall. Fol. 182.

Origine: Metz.

Data: 1350-1375 ca.

Supporto: pergamena.

Numero di carte: 9 carte, delle quali solo 4 scritte (colonne cccc – cccc.vii, cccclxxxiv – cccc.lxxxvii, vcxxii. – vcxv).

Formato: 320 x 235 mm.

Fascicolazione:

Foratura:

Rilegatura: semi-rilegatura impressa, di bazzana, probabilmente dell’inizio del secolo XIX. I piatti sono coperti con carta marmorizzata, un foglio per ogni piatto (Stutzmann – Tylus 2007, p. 81).

Mise en page: testo su due colonne di 54 linee ciascuna; specchio di scrittura 220 x 160 mm (Stutzmann – Tylus 2007, p. 81).

Scrittura: littera textualis formata (Stutzmann – Tylus 2007, p. 80).

Mani: una.

Foliazione: numerazione antica, per colonne; numerazione moderna.

Decorazione: tre iniziali istoriate (un uomo anziano seduto in preghiera sul suo letto; san Clemente, primo vescovo di Metz, che doma un drago che esce da una torre e che sta ai suoi piedi, da lui tenuto al guinzaglio; prete che celebra la messa, servito da un religioso tonsurato e in ginocchio, appoggiato ad un cero pasquale acceso). Queste iniziali sono accompagnate da listelli in parte eseguiti in oro, con disegni nei margini superiori e inferiori (un arciere, dragoni, un liocorno opposto ad un riccio, un leone, un cane). Lettere evidenziate con inchiostro giallo. Fine di paragrafo rossi e blu. Titoli correnti e nota bene in rosso. Rubriche.

Legatura:

Altre informazioni: ci rifacciamo in gran parte, per questa descrizione, a  Stutzmann – Tylus 2007, pp. 80-83. Il codice da cui questi frammenti provengono era molto più voluminoso, come dimostra la numerazione per colonne, che parte dalla colonna cccc. Si tratta di un ottimo prodotto dal punto di vista artistico-artigianale. Si notano somiglianze di fattura col manoscritto parigino BNF français 9558. A giudicare dalle opere trascritte nei frammenti superstiti, il nostro codice era rivolto ad un pubblico (o ad un lettore) interessato ad opere a carattere religioso, agiografico ed edificante che fossero accessibili anche a chi non conosceva o conosceva male il latino. Stutzmann – Tylus 2007, p. 81, suppongono che sia stato prodotto, forse, in ambiente ecclesiastico, ma per un laico che doveva essere anche un personaggio importante, data la qualità del prodotto. Il legame con la città di Metz è dimostrato dalle forme dialettali del francese in esse adoperate oltre che dalla trascrizione di una vita di san Clemente, primo vescovo della città lorenese. Si segnala il fatto che i frammenti contengono anche una breve opera in cui si confutano le idee dei bougres, cioè degli eretici catari, riguardo ad una crocifissione solo illusoria del Cristo. Dell’opera Des .iiij. tenz d’aage d’ome i frammenti contengono solo un estratto composto dai parr. 3.39 (meno i primi 8 commi) – 43 secondo la numerazione di Melani 2015 (parr. 153 – 160 ed. Fréville 1888). Tali paragrafi, separati dal loro originale contesto, vengono a formare una specie di operetta a sé, sul modo di scandire la giornata-tipo di un laico non privo di mezzi. L’estratto è, quanto alle lezioni del testo, un descriptus di Parigi BNF français 17115 [vedi la scheda su questo codice pubblicata qui in RIALFrI].

Antiche segnature: Königliche Bibliothek, numero di acquisizione 4794.

Possessori: Haupt, fino al 1856 (Stutzmann – Tylus 2007, p. 81).

Notizie storiche: questa collezione di frammenti provenienti dallo stesso codice appartenne in precedenza (dal 1856) alla Königliche Bibliothek di Berlino (poi Preussische Staatsbibibliothek, poi Deutsche Staatsbibliothek). Oggi è custodita, a seguito degli eventi della II Guerra Mondiale, alla Biblioteka Jagiellońska di Cracovia. Le autorità tedesche, infatti, a partire dal 1941, avevano messo al sicuro dai bombardamenti alleati una parte dei fondi delle biblioteche berlinesi spostandole verso il confine orientale e addirittura in Polonia, dove rimasero dopo la sconfitta del nazismo. Radunati nel dopoguerra dal governo polacco nella Biblioteka Jagiellońska di Cracovia, si cominciò a riscoprirli e a studiarli solo a partire dagli anni Settanta del secolo da poco passato. Per i dettagli della storia recente di questi mss. oggi a Cracovia, cfr. Brun 2008, pp. 1-2, Labie-Leurquin 2008, p. 328, Tylus 2014, p. 2.

Contenuto

  1. cccc – ccccii: frammento di una antologia di brevi brani sui sette peccati capitali, in francese. a) Du Peché. Histoire de frère Jourdain et du possedé. De la Charité. Du peché mortel. Les trois temps de saint Grégoire. Humilité et orgueil, solo le ultime tre righe: «…sont amour charneil. Amour de oilz. Orguel de vie et cetera, avarice, gloutenie, luxure, ire, peresse». Si tratta forse della fine del capitolo Comment tuit pechiet ont un soul commensement. Il testo è inedito, cfr. il ms. di Parigi BNF 17115, f. 227v (su questo manoscritto, testimone dei .iiij. tenz d’aage d’ome, vedi la scheda qui in RIALFr). b) Capitolo 131 del Tresor di Brunetto Latini, adespoto (incipit): «(rubrica) Si parlerons dez .vij. pechiez mortelz et dez brainches qui en dessendent. Si sont .vij. pechiez mortels…»; (explicit): «…et neministié engenre bataille, et bataille derompt la loy et gaiste la citey». c) Livre des enfans d’Israël, estratto (incipit): «(rubrica) De la franchise de l’arme. Sachiés que vostre arme est de teile force…»; (explicit) Et sus lai voulenteit serait lou Jugement de Deu». d) Estratto di sei righe da un testo non identificato, Cinq points pour être humble (incipit): «(rubrica) Ci parlerons dez .v. poins pour ester humbles. Li .j. que on ne quiere nulle vengeance a Deu…»; (explicit): «li .v. c’on ait compassion de soulz qui ont tribulation ou anuit».
  2. cccci – cccciii: estratto adespoto dell’opera Des .iiij. tenz d’aage d’ome. Contiene solo i parr. 3.39 (meno i primi 8 commi) – 43 secondo la numerazione di Melani 2015 (parr. 153 – 160 ed. Fréville 1888). L’estratto forma una specie di operetta a sé, rubricata come «Coment li personne que vuelt vivre selonc l’estat dou siecle se doit chascu(n) jour gouv(er)ner». (Incipit): «C’est a savoir que si tost co(m) on s’esvoille aprés la mienuit…»; (explicit): «…ne a ciauz qui per lou comandement ou estaublisseiment de sa(in)te eglise lou font aultrement».
  3. cccciii – ccccv (dopo la col. cccciii una carta bianca): opera contro gli eretici (bougres), che, a giudicare dalle credenze in essa condannate (la crocifissione illusoria di Cristo), parrebbero catari (secondo Stutzmann – Tylus 2007, p. 82, che non si pronunciano sul nome dell’eresia, siamo in presenza di un «Traité de théologie dont l’auteur prouve que Jésu-Christ est Dieu. Texte non identifié, peut-être traduction d’un texte latin. Il se peut qu’il soit à rattacher à une hérésie dans la région messine dans la 2e moitié du 14e siècle, ou un peu avant». Rubricata come: «Arguement de n(os)tre Signour co(n)tre les bougres mescreans». (Incipit): «Veons orendroit aulcun pochet dez v(er)tus. Que dirons nous de foy? Je di que lai passion… »; (explicit) «Mais elle meysmes est propreme(n)t li fontainne (et) li alichemens, li adressemens (et) li exemplaires dez beatitudes».
  4. ccccv: Livre des enfans d’Israël, estratto (incipit): (rubrica) Les .v. menieres de larmes. Larmes de contricion. Larmes de devocio(n). Larmes de pitiet. Larmes de desiriers. Larmes de joie». Breve passo di tre line che si può ricollegare a due diversi frammenti del Livre des enfans d’Israël, cioè l’inizio del 2o cap. della 1a parte e quello del 20o cap. della 2a parte (cfr. Parigi, BNF français 17115, su cui vedi la scheda qui in RIALFrI).
  5. ccccv – ccccvii: La vie Saint Clement, incomplete della fine. (Rubrica): «Ci encomence la vie mon signor s(aint) Clement que fut lou premier evesque de Mes»; (incipit):«Au temps l’empereour Noiron fuit a Rom(m)e .j. hons que on appelloit Cleme(n)t…»; (explicit): «…lour demandait que il estoient et don’t il venoient et qu’il queroient…». Il racconto in francese della vita di san Clemente si trova per intero nel ms. 3684 della Bibliothèque de l’Arsenal di Parigi. Tra le fonti, lo Speculum historiale di Vincenzo di Beauvais IX, 42, e un po’ tutta la tradizione agiografica su questo santo.
  6. cccclxxxiiii – cccclxxxvii: [Huit peines des damnés. Douaires de l’âme et du corps. Nombre des joies célestielles]. a) Les douaires de l’âme (incipit): «…meniere ne serait il cogneüs ne en terre ne ou ciel…»; (explicit) «…com tenour de la chouse veue et de la chouse amee, c’est a savoir de veriteit et de bonteit». b) Les douaires du corps en general (incipit): «(rubrica) Si dirons de dowaire dou corps en generaulz. Une chescune partie ait ester plux parfait…»; (explicit) …a boire a sez dissiples a la Cene sens dolour et sens passion». c) Nombre des joies célestielles «(rubrica): «C’est li nombre dez joies celestieunes (poi si leggono solo queste parole «Iceu est chouse certainne que…». Frammento del testo inedito contenuto nel ms. Parigi, BNF français 17115, cc. 188v – 194, corrispondente alle cc. 191 – 193 (su BNF français 17115 vedi la scheda qui in RIALFrI).
  7. vcxii – – vcxv: vita di San Silvestro (frammento acefalo e adespoto, ma proveniente da una traduzione francese della Legenda aurea di Jacopo da Varazze), (incipit): «…c’est chouse certainne que tuit cilz sont tres foulz…»; (explicit): «…Li juges et tuit li Juys se co(n)vertirent a la foy crestienne»; (rubrica finale) «Explicit lez .xij. questions dont li juys furent condampnez per S(aint) Sylvestre». Versione contaminata e interpolata con i comandamenti di Costantino inseriti tra l’episodio del toro e quello del drago, con menzione della Donazione di Costantino e una variazione sugli atti di Costantino nell’ottavo giorno dopo il battesimo (incipit); «(rubrica) Plusours commandemens que li empereires Constantins fist après ceu que li .xij. maistres dez Juys furent condampnés de ceu qu’il vouloient mai(n)tenir contre la foy des crestiens. Lors comandait li empereure et fist crier per la citeit de Rom(m)e…»; (explicit): «…Et pues si morut l’an de l’incarnation n(ost)re Signour .ccc. (et) .xx».
  8. vcxv: (rubrica): Ci encomence li legende dou S(aint) Sacrement translaté de latin en roman», testo privo della fine (incipit): «Li grans benefices que Deus ait do(n)neit si largement aus pueple des crestiens…»; (explicit): «…que tuit fyaubles crestiens prignent et mal joisse(n)t son corps et boillent son sanc en sembla(n)ce…». La versione integrale di questo trattatello sull’eucaristia si trova in un altro manoscritto proveniente da Metz, il 3684 della Bibliothèque de l’Arsenal di Parigi (vedi supra). Entrambi questi testimoni sembrerebbero rimandare ad una versione della leggenda del miracolo dell’eucaristia diffusa a Metz e propria di quella città (cfr. Stutzmann – Tylus 2007, p. 83).

Quatre âges de l’homme

Di quest’opera, prodotta a Cipro o comunque nei regni crociati d’Oltremare, non rimangono, per quanto se ne sappia, testimoni di origine oltremarina. L’intera tradizione manoscritta conosciuta – collocabile tra il secolo XIII exeunte e la seconda metà del secolo XIV – parrebbe infatti dividersi, quanto ad origine geografica, tra la Francia dell’Est e del Nordest e l’Italia settentrionale.

Bibliografia

Edizioni dei Des .iiij. tenz d’aage d’ome di Filippo da Novara

Fréville, Marcel de

1888         Les quatre âges de l’homme, traité moral de Philippe de Navarre [sic] publié pour la première fois d’après les manuscrits de Paris, de Londres et de Metz par Marcel de, Paris, Firmin Didot pour la Société des anciens textes français, 1888.

 

Melani, Silvio

2015         Filippo da Novara, Des .iiij. tenz d’aage d’ome, un’edizione critica, tesi di Dottorato in Scienze Linguistiche e Letterarie, XXVII ciclo, Università di Udine, a.a 2013-2014 (2015).

 

Testi e studi

Stutzmann, Dominique – Tylus, Piotr

2007         Les manuscrits médiévaux français et occitans de la Preussische Staatsbibibliothek et de la Staatsbibliothek zu Berlin Preussischer Kulturbesitz, Wiesbaden, Harrassowitz Verlag, 2007.

 

Brun, Laurent

2008 Dominique Stutzmann, Piotr Tylus, Les Manuscrits médiévaux français et occitans de la Preussische Staatsbibliothek et de la Staatsbibliothek zu Berlin–Preussischer Kulturbesitz, Wiesbaden, Harrassowitz, 2007, recensione in «Cahiers de recherches médiévales et humanistes» [in rete], messo in rete il 14 luglio 2008.

 

Labie-Leurquin, Anne-Françoise

2011         Les manuscrits médiévaux français et occitans de la Preussische Staatsbibliothek et de la Staatsbibliothek zu Berlin– Preussischer Kulturbesitz. Décrits par Dominique Stutzmann et Piotr Tylus, 2007, recensione, in Bibliothèque de l’école des chartes., 169 (2011) livraison 1. Les chartes ornées dans l’Europe romane et gothique, pp. 328-331.

 

Tylus, Piotr

2014         Les manuscrits en langues romanes dans la collection berlinoise à Cracovie – aboutissement d’un projet international, in Journée d’études Les manuscrits en réseau(x), 26 septembre 2014 [testo disponibile in rete all’indirizzo http://www.menestrel.fr/IMG/pdf/Piotr_TYLUS.pdf ]

 

Links

Link al ms., disponibile in un’ottima riproduzione a colori

 

Crediti

Scheda a cura di Silvio Melani.
Ultimo aggiornamento: 21 febbraio 2019.