Metz, Bibliothèque Municipale, Ms. 535

Descrizione materiale

Segnatura: 535

Origine: Lorena (Metz).

Data: secolo XIII exeunte – secolo XIV ineunte.

Supporto: pergamena.

Numero di carte: 228.

Formato: 195 x 125 mm.

Fascicolazione: [Il primo fascicolo aveva perduto la prima carta e così pure mancavano molte carte alla fine e un foglio era stato asportato tra c. 127 e c. 128, cfr. Meyer 1886, p. 43].

Foratura:

Rilegatura:

Mise en page: testo a tutta pagina, 26 (talvolta 27) linee per pagina.

Scrittura: littera textualis, secolo XIII exeunte – secolo XIV ineunte (cfr. Meyer 1886, p. 43.

Mani:

Foliazione: numerazione moderna, e numerazione antica, che rivelava alcune trasposizioni indebite (cfr. Meyer 1886, p. 43: «228 feuillets, dont quelques-uns sont transposès, mais la pagination, qui est toute recente, rétablit l’ordre régulier»).

 

Decorazione:

Legatura:

Altre informazioni: il testo di Filippo da Novara, Des .iiij. tenz d’aage d’ome, là trascritto, mancava di circa due terzi del par. 5.12 e dei parr. 5.23 e 5.25 dell’edizione Melani 2015 (parr. 208 – 209, 231 e 233 – 236 dell’edizione Fréville 1888). Interpolava infine due racconti in prosa (cfr. apparato di Fréville 1888, parr. 101 e 117, e cfr. Appendici I e II di Melani 2015). Secondo Meyer 1886, p. 42, molte tra le poesie religiose trascritte nelle cc. 128 – 171 portavano l’impronta della spiritualità francescana (vedi Meyer 1886, p. 42). In realtà parrebbe che almeno alcune poesie fossero di ispirazione beghina (beghine e begardi si ricollegavano peraltro, parzialmente, al francescanesimo rigorista di Pietro di Giovanni Olivi). Questo si può evincere anche dal primo verso (c. 153v) di Qui vuet droit beguinage avoir, che pure Meyer 1886, p. 61, giudica francescana solo perché vi è lodata la povertà (ma vedi Id., p. 72). Lo stesso Meyer (pp. 42-43) scrive che Metz, all’epoca di composizione del ms., era caratterizzata da un movimento di letteratura mistica. Movimento che era però principalmente di ispirazione valdese, se non anche catara, oltre che – a partire dal secolo XIV – beghina (cfr., sulla situazione religiosa di Metz e sulle traduzioni medievali in volgare dei testi sacri, Berger 1884, pp. 38-50, 64, 77, e Tribout de Morembert 1973, pp. 9-12). Inserita tra le poesie religiose (c. 162v), vi era anche, nel nostro ms., una canzone profana di Raoul de Soisson, Quant voi la glaige meüre, che forse era allora intesa in modo spirituale, almeno in certi ambienti: essa infatti (cfr. Meyer 1886, p. 65) fu anche adattata per un soggetto pio da Jacques de Cambrai. E pure le canzoni Diex d’amours, pour coi ne muir (c. 161) e Com cil qui est de bone amour esprins (c. 161v) parrebbero adattamenti a scopo religioso di testi profani.

Antiche segnature:

Possessori: abbazia di Saint-Arnould di Metz (fino alla Rivoluzione francese).

Notizie storiche: il manoscritto è andato distrutto il 31 agosto 1944 nell’incendio di tre casematte del forte di Mont Saint-Quentin, presso Metz, dove le autorità di occupazione tedesche lo avevano messo al riparo insieme con altri 1450 manoscritti, anch’essi in gran parte bruciati. Di questo testimone non restano riproduzioni fotografiche o microfilmate, ma Meyer 1886, p. 42, ci informa che Fréville fece eseguire per suo uso personale «une copie scrupuleusement exacte» di quella parte del manoscritto che conteneva l’opera di Filippo da Novara; le ricerche di questa copia non hanno per ora dato frutto. Tuttavia, la lezione del manoscritto è almeno in parte recuperabile grazie al testo e all’apparato dell’edizione Fréville, il che consente, sia pur con cautela e a prezzo di varie incertezze, di non rinunciare completamente alla sua testimonianza. L’intero codice, prima della distruzione, fu descritto da Meyer 1886 e da Långfors 1933.

Contenuto

  1. 1: Le livre du Palmier, trattato mistico tradotto dal latino, acefalo per l’asportazione di quella che era in origine la prima carta: «…com li paumiers c’estant plus en haut plus s’alargist…».
  2. 7v: esortazione alla confessione, in francese: «Arme, qui est faite pour veoir…».
  3. 10v: trattato sulla messa, in francese. (Rubrica): «Ci commence li senefiance comment on doit penser a la messe». (Incipit) «Li introïte de la messe ce est…».
  4. 12: Tre trattatelli mistici, apparentemente tradotti dal latino, che erano forse tre capitoli di una sola opera. I, c. 12. (Rubrica): «Conment on connoit son creatur». (Incipit): «Qui en connissance de son creator et en bone vie…». II, c. 15v. (Rubrica): «Comment tu saveras a cui tu te dois donner». (Incipit): «En non du Peire et dou Fil…». III, c. 17. (Rubrica): «Conmant tu connoisteras verai amant». (Incipit) «Une autre lesons d’amours…».
  5. 20: Conment li amis ensagne son amie, trattatello anonimo composto direttamente in francese, secondo quanto dice l’autore all’inizio. «Nous faisons assavoir nos amis et nos amies que nous devons…».
  6. 28: Raccolta di sermoni, forse composti direttamente in francese. I, c. 28: «Neque per sanguinem… Sovent avez oï, je ne dous mie, conment li humainne lignie…». II (c. 33v): «Ego vox clamantis in deserto… Ceste parole que je vous ai ci dite…». III (c. 34v): «Ego vox clamantis in deserto… Nous trovons en l’eswangile que li Juïf…». IV, per la Pentecoste (c. ?): «Advenit ignis divinus… Pour ce nous faisons hui la feste…». V (c. ?): «Li bons arbres, ce dit nostre Sires en l’esvangile, porte…»
  7. 50v: La plainte de Nostre Dame, traduzione francese anonima in prosa di un’operetta latina attribuita spesso a S. Bernardo, talvolta a S. Anselmo o a S. Agostino: «Aï! dist il, qui donrat a mon chief aigue et a mes eus…».
  8. 60: anonimo, Pour quoi on doit avoir compassion en nostre Signor: «Mes sires sains Bernars reprent sous qui n’ont compassion…».
  9. 63: Ci comence li livre de la religion dou cuer et de l’abeïe, trattato in prosa, anonimo: «Fille, je resgarde que mout de gent vouroient…».
  10. 69v: nuova serie di sermoni in francese: I, per l’Assunzione (c. 69v): «Tota pulcra es… Ces .ij. paroles que je vous ai ci conmancies…». II (c. 70v): «Tota pulcra es… Ceste parole nous la trovons ou livre…». III, per Ognissanti (c. 75): «Congregate illi sanctos… Dous paroles vous ai conmancies…». IV (c. 76v): «Congregate illi sanctos Ceste parole dist David ou sautier et apartient…». V (c. 80v): «Disciplina tua ipsa… Ceste parole dist David ou sautier, et dit…». VI (c. 82): «Mundam servavi… Ceste parole, bones gens, que je…». VII, per il Natale (c. 88) «Gloria in excelsis Deo… Belle gent, nous devons hui faire…». VIII, De aparitione Domini (c. 93v): «Apertis hesauris sui… Ces paroles, signors et dames, sont escriptes…». IX (c. 100): «Induta est caro… En ces tens lisons nous…». X (c. 102): «Preparate corda vestra… Selonc la sainte Escripture nous trovons…».
  11. 116v: anonimo: «Nostre Sauveres sot que sui desiple seroit…».
  12. 120: Conment on doit dire ces hores: «Cil qui ne seit dire ces hores…».
  13. 123: «La premiere meditation c’on doit avoir quant on vait a l’autel…».
  14. 124r: brani in prosa che Meyer 1886, p. 52, non ritenne di dover menzionare singolarmente; Långfors 1933 ricorda invece, a c. 127v, una preghiera a S. Maria Maddalena trascritta anche nel Livre d’Heures de Blanche de France: «Dame sainte Marie, | confors de pecheours…».
  15. 128r: poema religioso di autore anonimo proba­bilmente lorenese, acefalo, secondo Meyer 1886, p. 53, per l’a­sportazione della carta originariamente compresa tra c. 127 e c. 128: «A Dieu proier me tornerai / et trestout mon cuer i metrai…».
  16. 141r: poema sulle Quatre filles de Dieu, in quartine di alessandrini: «Par exemple vorai parler de l’Escripture…».
  17. 145v: raccolta di 16 ottave dedicate alla Vergine, trascritte tutte da Långfors 1933 (quelle dalla 2 alla 16 seguono tutte lo stesso schema delle rime ababcdcd, con versi octosyllabes alle rime ac, eptasyllabes alle rime bd): 1: «Vierge sour totes puceles…»; 2: «Vierge qui sa vierginité…».
  18. 147: composizione di ispirazione beghina sull’amore di Dio, in 15 ottave di versi décasyllabes: «Grans est li cuers plains d’amoureux delis…».
  19. 148v: composizione sull’amore di Dio, in 2 ottave: «O douce amours a cui mes cuers entent…».
  20. 149v: composizione di carattere religioso, in sestine di octosyllabes, con parecchie irregolarità metriche (opera non menzionata da Meyer 1886, ma riprodotta per intero da Langfors 1933): «A! Diex, qui servir nepourquant…».
  21. 153v: poesia di ispirazione beghina, sull’amore per la povertà «Qui vuet droit beguinage avoir…».
  22. 161r: 2 strofe di canzone religiosa (la prima con notazione musicale) che appare come l’adattamento di una canzone amorosa: «Diex d’amours, pour coi ne muir | quant ce que j’ains ne m’adaingne?…»
  23. 161v: canzone religiosa in 7 strofe, anch’essa probabilmente adattamento d’una canzone amorosa (trascritta integralmente da Meyer): «Com cil qui est de bone amour esprins…».
  24. 162v: rondeau con notazione musicale: «Dous Jhesus, pour vostre amour…».
  25. 162v: canzone di Raoul de Soisson: «Quant voi la glaige meüre…».
  26. 163: composizione latina sull’Annunciazione, con notazione musicale: «Angelus ad Virginem | Subintrans in conclave…».
  27. 164: 2 rondeaux con notazione musicale, forse adattamento di composizioni profane: I) «Amereis mi vous, cuers dous…»; II) «Biax Diex, porrai je venir…».
  28. 165: poesia religiosa in forma di pastorella: «L’autrier m’estoie leveis…» (modellata sulla celebre pastorella del duca di Brabante, L’autrier estoie montés).
  29. 165v: mottetto religioso, con notazione musicale: «La vierge Marie | loiaus est amie…».
  30. 166v: poesia religiosa, senza notazione musicale: «Ami! trop me sui tart leveis…».
  31. 167v: poesia mistica in forma di pastorella e poesia sull’amore di Gesù: I) «En mai a la matinee | me levai par un matin…»; II) «O dous Jhesus, vous estes enivreis…».
  32. 168: 2 canzoni religiose, composte sul model­lo di canzoni profane (trascritte integralmente da Långfors 1933): I) «Quant li noviaus tens repaire…». II) «Amours me font en sospirant chanter…».
  33. 169v: poesia religiosa, il cui refrain dice: «Amours, ne m’ociés mie, | ancor trop seroit courte ma vie…».
  34. 170: 2 mottetti di ispirazione religiosa o morale, il primo con notazione musicale: I) «S’ai si mal ne puis durer…»; II) «Fous ne voit en sa folie …».
  35. 170v: Due corte composizioni religiose: I) «En mon cuer est amours…». II) «Conscience curiouse…»
  36. composizione rivolta alle beghine, con esortazione all’amore di Dio: «Je di que c’est folie pure…».
  37. 171: canzone alla Vergine in eptasyllabes, trascritta integralmente da Meyer 1886: «Qui de la prime floreste…»
  38. 171v: Filippo da Novara, Les quatre âges de l’homme. L’opera mancava qui di circa due terzi del paragrafo 5.12 secondo il testo dell’edizione Melani 2015 (parr. 208 e 209 dell’edizione Fréville 1888). Mancava inoltre dei parr. 5.23 e 5.25 di Melani 2015 (parr. 231 e 233-236 di Fréville 1888). Infine interpolava due racconti in prosa (vedi apparato edizione Fréville, parr. 101 e 117, e Appendici I e II di Melani 2015). Il primo di questi racconti (entrambi a carattere pio) è la famosa novella del riccio che, penetrato in un frutteto, perde, uscendovene, le mele che vi aveva raccolte (incipit: « Et pour ce dit Nostre Sires en l’esvangile que li san de cest monde sont soties a Dieu»). Il secondo racconta la storia di un cavaliere e del suo scudiero che senza volerlo o saperlo, si puniscono a vicenda per colpe che hanno commesso molti anni addietro (incipit: «Et aucun demeurent tant en lor meffait que il le compeirent, car, pour ce que il oblient lor meffais, si cuident que Dieus les oblice(nt) mais non fait»):
  39. 228: Doctrinal sauvage, incompleto della fine, a causa della caduta di alcuni fogli: «Seignor, or escouteis que Diex vous beneïe…».

Quatre âges de l’homme

Di quest’opera, prodotta a Cipro o comunque nei regni crociati d’Oltremare, non rimangono, per quanto se ne sappia, testimoni di origine oltremarina. L’intera tradizione manoscritta conosciuta – collocabile tra il secolo XIII exeunte e la seconda metà del secolo XIV – parrebbe infatti dividersi, quanto ad origine geografica, tra la Francia dell’Est e del Nordest e l’Italia settentrionale.

Bibliografia

Edizioni dei Des .iiij. tenz d’aage d’ome di Filippo da Novara

Fréville, Marcel de

1888         Les quatre âges de l’homme, traité moral de Philippe de Navarre [sic] publié pour la première fois d’après les manuscrits de Paris, de Londres et de Metz par Marcel de, Paris, Firmin Didot pour la Société des anciens textes français, 1888.

 

Melani, Silvio

2015         Filippo da Novara, Des .iiij. tenz d’aage d’ome, un’edizione critica, tesi di Dottorato in Scienze Linguistiche e Letterarie, XXVII ciclo, Università di Udine, a.a 2013-2014 (2015).

 

Testi e studi

Berger, Samuel

1884         La Bible française au moyen age étude sur les plus anciennes versions de la Bible écrites en prose de langue dOïl, Paris, Imprimérie Nationale, 1884.

 

Meyer, Paul

1886         Notice du ms. 535 de la Bibliotheque Municipale de Metz, in «Bulletin de la société des anciens textes français», 11 (1886), pp. 41-76.

 

Långfors, Arthur

1933         Notices des manuscrits 535 de la bibliothèque de metz et 10047 des Nouvelles acquisitions du fond français de la Bibliothèque Nationale, in Notices et extraits des manuscrits de la Bibliothèque nationale et autres bibliothèques, t. 42, 1933, pp. 139-160.

 

Tribout de Morembert, Henri

1973         Eglises et sectes en Moselle. Discours de M. Tribout de Morembert, Président de l’Académie Nationale de Metz à la séance solennelle du 8 novembre 1973, [s.l.], disponibile in rete all’indirizzo http://documents.irevues.inist.fr/bitstream/handle/2042/34224/ANM_1973_5.pdf?sequence=1

Crediti

Scheda a cura di Silvio Melani.
Ultimo aggiornamento: 12 febbraio 2019.