Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, francese Z 21 (257)

Contiene l’Entrée d’Espagne

Descrizione materiale

Segnatura: Francese Z. 21 (257).

Origine: area veneta.

Data: metà del XIV secolo (Bisson 2008, 94).

Supporto: pergamena morbida, di qualità mediocre, che presenta piccoli fori (ff. 14, 123, 124, 184, 192, 214, 236, 261, 287, 291), alcune lacerazioni (ff. 91, 162, 168, 195, 220), e diverse gore sul margine inferiore.

Numero di carte: ff. II, 304, II.

Formato: 285 x 185 mm.

Fascicolazione:  I-V8 (1-40), VI8 (41-47), VII-X8 (48-79), XI8 (80-86), XII-XX8 (87-158), XXI4 (159-162), XXII-XXVIII8 (163-218), XXIX4 (219-221), XXX-XXXIX8 (222-302). I ff. 294, 303 e 304 sono fogli singoli non appartenenti ad alcun fascicolo. I fascicoli VI e XI mancano di un foglio, tagliato rispettivamente tra i ff. 41-42 e 81-82; in entrambi i casi si verifica una lacuna nel testo. Il fascicolo XXI è un binione che contiene la grande miniatura dei ff. 160v-161r, in corrispondenza del centro del manoscritto. L’ultimo foglio del fascicolo XXIX è stato tagliato. Alla fine di ciascun fascicolo è collocato il richiamo, a volte decorato a penna, posto al centro del margine inferiore. Sono privi di richiamo i fascicoli XXI, XXVIII, XXXIII (ff. 162v, 218v, 253v). Il richiamo di f. 269v non corrisponde a causa della perdita di un fascicolo. Cfr. Bisson 2008, 94.

Rigatura: a mina di piombo con fori visibili.

Mise en page: Lo specchio di scrittura è di 185×110 mm. Margini: est. 40, int. 35, sup. 25, inf. 75 mm. Il testo è disposto a piena pagina su 32 linee, con la frequente inserzione di miniature.

Scrittura: Scritture gotiche librarie italiane ad opera di tre copisti. Il primo scrive da f. 1r a f. 110v e da f. 161r a f. 242r; la sua scrittura è rotondeggiante con variazioni anche significative nel disegno delle lettere. Il secondo copista scrive da f. 111r a f. 160r e da f. 242r a f. 303r, la sua scrittura è più ordinata e spigolosa, dalle lettere allungate, gli occhielli stretti e con una maggiore distinzione nello spessore dei tratti. Un terzo copista aggiunse in seguito i 131 versi finali (ff. 303r-304r). I fogli iniziali del codice furono corretti da una quarta mano. Cfr. Bisson 2008, 95.

Mani: tre mani attesero alla trascrizione del codice, ed una quarta ne corresse i fogli iniziali.

Legatura: marciana. Misure 300×190 mm. Sul dorso si legge: CONQ. D’ESP. PAR CHAR. MAG. Sulla controguardia anteriore le collocazioni antiche: Arm. C – Th. III e Arm. LV – Th. 2, successivamente cancellate e sostituite dalla collocazione CIV 5 e infine AB 4 (1). In alto a sinistra la collocazione attuale: Mss. Francesi – Fondo Antico n. 21 – 257. Cfr. Bisson, 2008, ibidem.

Foliazione: settecentesca in cifre arabe, in alto a destra, sul recto di ciascun foglio. Rimangono tracce di una numerazione a registro, in rosso e in nero, sul recto dei fogli, presso il margine esterno. In molti casi la rifilatura l’ha eliminata.

Decorazione: Il ms. marciano è notevole per il suo corredo illustrativo. Esso è decorato infatti da 375 miniature (il cui regesto completo si trova in Bisson 2008, 95-101) variamente disposte: a metà di una colonna, ad occupare il margine inferiore, a piena pagina. Le immagini seguono puntualmente il testo e danno luogo ad un’illustrazione continua definita a «petits films» (Lejeune-Stiennon, 1966, I, 246). All’apparato decorativo hanno atteso quattro diversi miniatori di area veneto-emiliana, di ineguale valore: particolarmente notevole è il terzo (dal verso del f. 84, eccetto i ff. 160v-161r), cui si devono anche due delle quattro miniature a piena pagina (ff. 161v-162r).

Le quattro diverse mani che intervengono nella decorazione sono facilmente distinguibili: la prima illustra il testo fino al f. 29v con uno stile semplice, in cui le scene sono scarsamente dettagliate, e poco prospettiche, e l’uso dei colori è vivace, ma non raffinato. La seconda mano si inserisce, al fianco della prima, sempre al f. 29v, e si occupa di illustrare il duello fra Rolando e Feragu, con lo sfondo della torre di Najera. Si tratta ancora di disegni semplici, ma estremamente efficaci, dove trova spazio un’attenzione fisiognomica per il ritratto. Dal f. 83r interviene il terzo illustratore che prosegue fino alla fine del volume e che lascia la sua firma, Rossi, nella cornice della miniatura al f. 161v (cfr. De Mandach 1989, 183). Si tratta di un illustratore pieno di verve che sa animare le scene di un’efficace vita drammatica. Egli riesce nel ristretto spazio delle sue vignette ad ottenere effetti larghi nelle composizioni e negli scenari. Il suo originale vigore nel dare forma figurata alla materia del poema è ben visibile nel modo di raffigurare l’affollarsi dei personaggi, ed il suo realismo lo porta a ritrarre con abbondanza di particolari le fogge cavalleresche del Trecento. Cfr. Toesca 1912, 749. Ai ff. 160v e 161r si trova infine un’unica miniatura che copre interamente le due pagine, nella quale sono raffigurati più soggetti, in una composizione che riassume episodi diversi dello scontro sotto le mura d Pamplona durante il quale Isoré cade prigioniero. Questa grande illustrazione è di una quarta mano, molto simile alla seconda, ma un po’ meno raffinata.

Gli storici dell’arte si sono soffermati più volte sulle illustrazioni del codice marciano fr. XXI. Ma non si è ancora pervenuti ad un chiarimento esaustivo sulla datazione e sulla localizzazione delle miniature attribuite di volta in volta alla scuola veneziana ed alla scuola bolognese. Il Toesca, nel suo studio del 1912a, dopo aver riconosciuto nel codice la presenza di tre mani diverse (la prima che decora dalla c. 1 alla c. 29v, e che si ritrova, a suo giudizio, anche ai ff. 160v-161; la seconda, dalla c. 39v alla c. 84; ed una terza, dal f. 84v alla fine), ne ascriveva le illustrazioni all’ambiente veneziano. Secondo il Muzzioli 1954, invece, le tre mani intervenute nel ms., pur essendo tutte veneziane, sono influenzate dalla miniatura bolognese. Per Salmi 1955, al contrario, le decorazioni di artisti veneziani sembrerebbero maggiormente influenzate dall’arte di Treviso. Della stessa opinione è Pallucchini 1964.

Per quanto concerne la datazione delle miniature, D’Arcais 1984 ha proposto per il primo, il secondo ed il quarto illustratore, una datazione al terzo, o al quarto, decennio del XIV secolo, sulla scorta della tipologia delle corazze e della semplicità delle architetture raffigurate. Il terzo miniatore sembra aver operato invece più tardi: basandosi infatti sulla forma dei vestiti dipinti, che risalgono ad una moda di epoca completamente diversa, la studiosa fa risalire il suo lavoro almeno al 1350-60 circa.

Lejeune-Stiennon, descrivendo in modo molto dettagliato il ms., e riconoscendo una L nell’iniziale del f. 1, hanno pensato di poter datare il codice all’epoca di Luigi Gonzaga, primo Signore di Mantova, cioè fra il 1328 e il 1360. Per tutta la questione si rimanda a D’Arcais 1984, 594-596.

Novello (2009), infine, ritiene che il corredo di illustrazioni del codice marciano sia collocabile essenzialmente a Padova. Nell’esecuzione vengono riconosciute tre distinte fasi: le prime due cronologicamente vicine, riferibili al secondo quarto del Trecento, mentre la terza decisamente posteriore, da collocarsi negli anni novanta del secolo.

Il codice presenta tre iniziali miniate: a f. 1r E(n) in campo dorato, istoriata con Carlomagno e Rolando, decorata da un’antenna vegetale; più sotto S(egnors) di colore grigio su sfondo blu. A f. 161r, iniziale in campo dorato, istoriata con arciere sull’albero che minaccia Malgeris.

Ogni lassa ha un’iniziale filigranata. Le iniziali di verso sono maiuscole e decorate da una barra gialla.

Altre informazioni: Non sembra esistere una filiazione diretta fra il ms. di Venezia e i lacerti di Châtillon e il frammento di Reggio Emilia. Per quanto riguarda i bifolii di Châtillon, la prova starebbe, secondo Aebischer (1928, 260), nel fatto che il testo di Venezia fornisce tre versi (14344, 14720, 14733) che non si trovano in b [= il secondo foglio del frammento di Châtillon], mentre nei frammenti valdostani vi è un verso sconosciuto al ms. marciano, collocabile fra i vv. 14724 e 14725 dell’ed. Thomas 1913. Per il frammento di Reggio Emilia, una filiazione diretta con il codice marciano fr. XXI è esclusa da Specht (1977-1978, 418), «poiché i versi 12444 e 12449 di XXI non hanno i loro corrispondenti nel frammento [R], che, d’altra parte, ha due versi – 143 e 162 – sconosciuti al ms. di Venezia».  

Il ms. marciano dell’Entrée d’Espagne fu per un certo tempo legato ad un altro volume, come attesta il richiamo Avant qa Rols soit (f. 304r), contenente la prima parte della Continuazione dell’Entrée d’Espagne di Niccolò da Verona.

Segnature antiche: Arm. C – Th. III e Arm. LV – Th. 2, successivamente cancellate e sostituite dalla collocazione CIV 5 e infine AB 4 (1).

Possessori: Trattandosi di un ms. riccamente illustrato, si è pensato ad un committente di alto rango, forse un personaggio della famiglia padovana dei Carrara (cfr. De Mandach, 1989, 191).

Secondo Bisson (2008, 102, nota 6) l’ipotesi di Lejeune-Stiennon (1966 I, 259) di un legame con Luigi I Gonzaga è inconsistente, poiché basata su una descrizione, tratta da De Mandach (1961, 319), riguardante il ms. B 225 della Biblioteca di Châteauroux, e non il marciano Fr. 21.   

Il codice appartenne in seguito alla famiglia Gonzaga ed è segnalato nell’inventario del 1407: 53. Liber Introitus Yspanie. Incipit: En onor et embien et in gran remembrance. Et finit: chasa vie disponue. Continet cart. 308 (Braghirolli, p. 513). Esso presenta un’ampia lacuna (5000 vv. circa)  dovuta alla caduta di alcuni quaderni verificatasi già prima dell’inventario gonzaghesco; i ff. 303 e 304r contengono l’inizio (131 vv.) della Prise de Pampelune.

Al f. 262r, in basso, una mano settecentesca ha aggiunto: Jo Andrea Straieseri e Jo Vicenzo Crisi.

Prima del 1722, il nobile veneziano Giovambattista Recanati acquistò il codice, che alla sua morte (1734) passò alla Biblioteca Marciana. In questo periodo vennero aggiunte le indicazioni diciaotto e Romanzo di Carlomagno (f. 1r). Cfr. Bisson 2008, 102.

Contenuto

Entrée d’Espagne

Capolavoro assoluto della letteratura franco-italiana e l’opera poetica «forse più rilevante di tutta la letteratura dell’Italia superiore fino al Rinascimento» (Folena 1964, 382), l’Entrée d’Espagne è tràdita da un prezioso manoscritto, il Francese Z 21 (257) della Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia.

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Bibliografia

 

Aebischer, Paul

1928    Ce qui reste d’un manuscrit perdu de l’Entrée d’Espagne, «Archivum Romanicum», 12, 1928, 233-264.

 

Ahlers, Christian – Bianco, Andrea

2005    Entrée d’Espagne, in Francoitalien et épopée franco-italienne, éd. par Gunter Holtus et Peter Wunderli, Heidelberg, Winter, 2005 (Grundriss der romanischen Literaturen des Mittelalters, vol. III. Les épopées romanes, t. 1/2, fasc. 10), 300-302.

 

Bisson, Sebastiano

2008     Il fondo francese della Biblioteca Marciana di Venezia, Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 2008 (“Sussidi eruditi”, 76), 94-103.

 

Braghirolli, Willelmo – Meyer, Paul – Paris, Gaston

1880    Inventaire des manuscrits en langue française possédés par Francesco Gonzaga I capitaine de Mantoue mort en 1407, «Romania», IX, 1880, 497-514, 505-514.

 

Ciampoli, Domenico

1897     I codici francesi della R. Biblioteca Nazionale di S. Marco in Venezia, Venezia, Olschki, 1897, 58-63.

 

D’Ancona, Paolo

1925    La miniature italienne du Xe au XVIe siècle, ParisBrussel, Librairie Nationale d’Art et d’Histoire, 1925, 28.

 

D’Arcais, Flores

1984     Les illustrations des manuscrits français des Gonzague à la Bibliothèque de Saint-Marc, in Essor et fortune de la Chanson de geste dans l’Europe et l’Orient latin. Actes du IXe Congrès International de la Société Rencesvals pour l’Étude des Épopées Romanes (Padoue-Venise. 29 août – 4 septembre 1982), 2 voll., Modena, Mucchi Editore, 1984, vol. II, 585-616, 594-596.

 

De Mandach, André

1961    La geste de Charlemagne et de Roland, Genève-Paris, Droz-Minard, 1961.

1989    Chanson de geste et héraldique. Les blasons des grandes familles padouanes dans l’Entrée d’Espagne, «Cultura Neolatina», XLIX, 1989, 179-202.

 

Ferrari, Giorgio Emanuele

1961a  Codici Marciani ed edizioni italiane antiche di epopea carolingia. Catalogo di mostra in occasione del II. Congresso della Société Rencesvals in Venezia (Settembre 1961), Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, 1961.

1961b  Documenti Marciani e principale letteratura sui codici veneti di epoca carolingia; supplemento al catalogo di mostra (sez. III) in occasione del II. Congresso della Société Rencesvals in Venezia, Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, 1961.

 

Infurna, Marco

2011    Anonimo Padovano, L’Entrée d’Espagne. Rolando da Pamplona all’Oriente, a cura di M. Infurna, Roma, Carocci («Biblioteca medievale», 133), 2011, 37-38.

 

Lejeune, Rita – Stiennon, Jacques

1966    La légende de Roland dans l’art du Moyen Age, Bruxelles, Arcade, 1966, 2 voll., I, 264.   

 

Marcon, Susy

2003    L’Entrée d’Espagne. Manoscritto marciano Fr. Z 21 (=257). La storia e l’aspetto materiale, in La Entrada en España. Poema épico del siglo XIV en franco-italiano, Valencia, Ediciones Grial, 2003, 291-318.   

 

Muzzioli, Giovanni

1954    Mostra storica nazionale della miniatura. Catalogo, Firenze, 1954, 159.

 

Novello, Lorenza

2009    L’Entrée d’Espagne della Biblioteca Marciana di Venezia nel contesto della illustrazione cavalleresca padana del Medioevo. [Tesi di dottorato. Università degli Studi di Padova. Relatore Prof.ssa Giordana Canova].

 

Pallucchini, Rodolfo 

1964    La Pittura veneziana del Trecento, Venezia-Roma, Istituto per la Collaborazione Culturale,  1964, 58.

 

Ruggeri, Ruggero M.

1961    Dall’Entrée d’Espagne e dai Fatti di Spagna alla materia di Spagna dell’inventario gonzaghesco, «Cultura Neolatina», XXI, 1961, 182-190.

 

Salmi, Mario

1955    La miniatura italiana, Milano, Electa Editrice, 1955, 38.

 

Specht, René

1977-1978      Il frammento reggiano dell’Entrée d’Espagne: raffronto filologico col codice marciano francese XXI (= 257), «Atti dell’Istituto veneto di scienze, lettere ed arti», 136, 1977-1978, 407-424.

 

Thomas, Antoine

1913    L’Entrée d’Espagne. Chanson de geste franco-italienne publiée d’après le manuscrit unique de Venise par Antoine Thomas, Paris, Firmin-Didot («Société des anciens textes français»), 1913, 2 vol.; ristampa anastatica con una premessa di Marco Infurna, Firenze, Olschki, 2007, 2 vol.

 

Toesca, Pietro,

1912a  Le miniature dell’Entrée d’Espagne della Biblioteca Marciana (Codice fr. XXI), Scritti varii di erudizione e di critica in onore di Rodolfo Renier, Torino, Fratelli Bocca, 1912, 747-753.

 1912b  La pittura e la miniatura nella Lombardia. Dai più antichi monumenti alla metà del Quattrocento, Milano, Hoepli, 1912, 165-66.

 1946-1947      Quelques miniatures vénitiennes du XIVe siècle, «Speculum», I, 1946-1947, 70-74.

 1951    Il Trecento, Torino, Utet, 1951, 847-848.

Crediti

Scheda a cura di Serena Modena.
Ultimo aggiornamento: 16 luglio 2013.