Iscrizioni della porta della pescheria del Duomo di Modena

  • Titoli: Porta della pescheria del Duomo di Modena.
  • Datazione: 1110-1120.
  • Tipologia di testo: Nomi arturiani scolpiti.

Contenuto

La Porta della pescheria del Duomo di Modena, destinata all’entrata del popolo, venne scolpita tra il 1110 e il 1120. Sul suo archivolto sono raffigurati episodi tratti dalle leggende del ciclo arturiano, mentre sull’architrave le scene hanno come soggetto gli animali protagonisti del Roman de Renart (il funerale della volpe, la lotta del serpente con la gru, la gru che toglie l’osso dalla gola del lupo).

Le Gesta regum anglorum di Guillaume de Malmesbury e l’Historia regum Britanniae di Geoffrey of Monmouth furono scritte tra il 1125 e il 1136, seguite dalla traduzione in anglo-normanno da parte di Wace tra il 1150 e il 1155. Chrétien de Troyes ha composto i suoi romanzi nel terzo quarto del XII sec. I rilievi arturiani sono dunque la più antica rappresentazione scultorea del ciclo bretone giunta fino a noi, addirittura anteriore alle prime redazioni scritte in francese, e testimoniano la diffusione di questi racconti ad opera dei cantori itineranti francesi che si spostavano al seguito di truppe militari o svolgevano attività di giullari presso le corti principesche del tempo.

La scena rappresentata sembra ruotare intorano al rapimento dell’amata di Artù. In un castello compaiono le figure di un uomo e una donna, Mardoc e Winlogee, entrambi identificati da un’iscrizione. Carrado, che esce a destra dalla porta del castello, è attaccato da tre cavalieri, Galvaginus, Galvarium et Che. Burmaltus, che presidia la parte sinistra dello stesso castello, è a sua volta attaccato da Artus de Bretania. Isdernus è un settimo cavaliere non identificato. I nomi dei personaggi rivelano un’arcaica origine bretone. Winlogee è l’eroina tenuta prigioniera in un castello. Artù viene a liberarla contro l’antagonista Mardoc, secondo temi e soluzioni formali che rinviano al ricamo dell’arazzo di Bayeux.

L’episodio doveva avere un significato allegorico e simboleggiava forse la difesa della Chiesa da parte dei crociati. Anche le scene tratte dal Roman de Renart, del resto, servivano da ammonimento ai fedeli. Al Funerale della volpe, ad esempio, prendono parte galline e polli che non si accorgono che la volpe è ancora viva e da essa ne vengono poi mangiati, possibile allegorica messa in guardia contro i pericoli dell’Anticristo. Analogamente la gru che toglie un ossicino dalla bocca del lupo alla fine è divorata da quest’ultimo

Bibliografia

Deborah Kahn, La Chanson de Roland dans le décor des églises du XIIe siècle, «Cahiers de Civilisation Médiévale», 40e année n. 160 (1997), pp. 337-372, alle pp. 341-42.

Crediti

Scheda a cura di Francesca Gambino.
Ultimo aggiornamento: 19 agosto 2019.