Motto in francese nel tabernacoletto della piazza San Pancrazio di Bergamo

  • Titoli: Motto in francese nel tabernacoletto della piazza San Pancrazio di Bergamo
  • Datazione: Dal 1419.
  • Lingua: Francese antico.

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Nella piazza San Pancrazio in Bergamo si conservano alcune vestigia di quella che un tempo fu la dimora dei Barenti, una famiglia sulla cui storia scarseggiano sfortunatamente le informazioni, ma che doveva intrattenere significativi legami con la signoria milanese dei Visconti, ed in particolare con Gian Galeazzo Visconti, l’illustre Conte di Virtù.

È in tale direzione che conduce infatti l’esame di uno dei reperti scultorei di epoca quattrocentesca ancora presenti in questo spazio cruciale della cittadina lombarda, ovvero un tabernacoletto che riporta quella che doveva essere la divisa del casato dei Barenti: il monogramma di Cristo in aureis accompagnato da un motto in francese antico alquanto misterioso che recita Yaltes tout pass. Il motto in questione ha spiccate analogie con quello usato dalla figlia di Gian Galezzo Visconti ed Isabella di Valois, Valentina Visconti.

Il motto di Valentina Visconti era per l’appunto Lojate o Loyete passe tout e sappiamo che in occasione delle sue nozze con Luigi duca di Turenna, fratello del re Carlo VI di Francia, che furono celebrate nel 1389, la principessa lo sfoggiava nel suo corredo e in particolare su di una delle cinture di perle e di rubini che aveva scelto di indossare per l’occasione.

Va ricordato, inoltre, che il motivo del sole radiante (la cosiddetta raza o radia magna), all’interno del quale è posto il monogramma di Cristo nel tabernacoletto bergomense, fu uno dei temi iconografici più cari al Conte di Virtù, che lo usò insieme al motto A bon droit nella sua divisa più celebre poi passata al successore Francesco Sforza.

Benché restino ignote le ragioni per le quali la famiglia Barenti abbia utilizzato un motto della signoria ducale viscontea, pare comunque ben plausibile l’ipotesi di Diego Sant’Ambrogio (1911-1912) secondo la quale un membro di questa famiglia avrebbe potuto non solo essere al servizio del signore di Milano, ma anche avere da lui il prestigioso incarico di far parte del corteo che ne accompagnava la figlia in Francia per le nozze.

Sulla datazione del tabernacoletto ci viene incontro l’utilizzo del monogramma di Cristo che fu ideato da frate San Bernardino da Siena nel 1419 e da lui esposto per la prima volta in questo stesso anno nel Duomo di Bologna. La realizzazione del manufatto non può essere pertanto anteriore a questa data.

Nella scelta dei Barenti di non scrivere il motto nella sua interezza, ossia Lyaltés tout passe, è stata riconosciuta da parte di Diego Sant’Ambrogio la volontà di renderne il significato più intrigante per i lettori meno esperti, tuttavia non meno verosimile ci pare anche la possibilità che l’appropriazione parziale del motto visconteo da parte di questo casato certamente ad esso subalterno si possa leggere anche come un loro esplicito atto di umiltà e di rispettosa deferenza nei confronti di una dinastia tanto antica, illustre e potente.

Bibliografia

Belotti, Bortolo

1989     Storia di Bergamo e dei bergamaschi, Bergamo, Edizioni Bolis, 1989, vol. 3, p. 140.

 

Levi, Ezio

1908     Francesco di Vannozzo e la lirica nelle corti lombarde durante la seconda metà del secolo XIV, Firenze, Tipografia Galletti e Cocci, 1908, p. 434.

 

Sant’Ambrogio, Diego

1911-1912        Tabernacoletto con motto francese sulla piazza di S. Pancrazio in Bergamo, «Ateneo», 22 (1911-1912), pp. 1-9.

Crediti

Scheda a cura di Serena Modena.
Ultimo aggiornamento: 5 luglio 2020.