Epitaffio di Jacques Dapel a Limassol (1294)

  • Titoli: Epitaffio di Jacques Dapel a Limassol.
  • Datazione: 1294.
  • Lingua: Francese d’Oltremare.
  • Tipologia di testo: una delle più antiche iscrizioni sepolcrali francesi di Cipro.

Contenuto

Iscrizione in francese tracciata su cinque linee in una bella maiuscola gotica sulla lastra sepolcrale marmorea (43x22x25 cm) di un certo Jacques Dapel morto nel 1294 nella città cipriota di Limassol. Segnalato per la prima volta da Camile Enlart nel 1927, l’epitaffio in questione rappresenta una delle più antiche iscrizioni in francese di Cipro:

Ici : gist : sire: Jaque :

Dapel : qui : tre : pasa :

Lan : dellin : carnasiō :

JRV : Crist : M : CC : LXXXXIIII :

ans : Priés : porli :

Non è stato ancora possibile risalire all’identità storica al personaggio defunto, che potrebbe essere stato, secondo l’opinione dello studioso, un pellegrino o un mercante straniero di passaggio sull’isola. Cipro, idealmente situata sulla via marittima per la Terrasanta, in particolare per l’Italia, era infatti luogo di passaggio di centinaia di pellegrini, di crociati e di viaggiatori, ma rappresentava anche una tappa obbligata nell’itinerario usuale di qualsiasi nave che facesse commercio in Levante.

È possibile che l’incisore dell’epitaffio commemorativo non fosse di lingua francese, in quanto, se lo fosse stato, non avrebbe probabilmente tagliato in due la parola incarnasiō e la parola tre : pasa, che avrebbe verosimilmente scritto con la doppia consonante –s. Stando all’avviso di Enlart, l’artefice dell’epitaffio deve essere stato piuttosto un italiano (veneziano), come indurrebbe a pensare il possibile italianismo dellin carnasiō.

Sappiamo del resto da alcuni, benché sporadici, contratti commerciali veneziani che i mercanti della città lagunare giungevano nei porti della costa meridionale di Cipro già all’epoca in cui l’isola era sotto l’amministrazione bizantina: quattro documenti contrattuali pervenuti sino a noi documentano a tal proposito la presenza dei Veneziani a Limassol nel 1139 e a Paphos nel 1142 e nel 1189 (cfr. Otten-Froux 2005: 26-27). All’indomani della conquista dell’isola da parte di Riccardo Cuor di Leone (1191), al tempo della terza Crociata, e dell’insediamento della dinastia franca dei Lusignano (Cipro fu ceduta da Riccardo Cuor di Leone a Guido di Lusignano nel 1193) il numero degli Italiani del Nord presenti a Cipro, stabilitisi anche a Nicosia e Famagosta, aumentò considerevolmente. Intorno agli anni Quaranta del 1200 le comunità veneziane e genovesi appaiono dunque ben installate sull’isola (cfr. Otten-Froux 2005: 30). L’inventario contenente i beni posseduti dai Veneziani a Cipro redatto da un certo Iacobus de Vairago, che gli editori collocano tra il 1236 e il 1247, verosimilmente verso il 1244, annovera fra i loro possedimenti non solo case, negozi, un bagno, dei giardini, dei verzieri e vigneti, ma anche chiese che furono da loro costruite come quella di San Marco e quella di San Giorgio. Si trattava di proprietà collocate non solo in area urbana (a Limassol e a Nicosia), ma anche di casali costruiti nelle aree rurali intorno a Limassol (cfr. ibidem: 32). Del resto, i Lusignano, che rimasero signori dell’isola per quasi trecento anni, cercarono sempre di favorire un cosmopolitismo cipriota che lasciò spazio anche agli Italiani. Per tutto il XIV e il XV secolo, i re di Cipro si avvalsero in particolare dell’ausilio di giuristi italiani, famosi per la loro competenza. Dalla metà del XIV secolo in effetti la cancelleria regia comprendeva nuove funzioni che richiedevano un personale competente che parlasse il francese. Tutti questi Italiani appartenevano a un milieu che ruotava attorno alla cultura francofona e il francese era loro familiare. Inoltre, con la caduta del Regno Latino di Gerusalemme conseguente alla perdita di San Giovanni d’Acri nel 1261, l’originario nucleo di Veneziani esistente a Limassol in epoca bizantina si espanse ulteriormente, perché i rifugiati della costa siro-palestinese che si installarono numerosi in questa città e a Famagosta, contribuendo allo loro sviluppo economico, sociale e culturale, erano spesso “Veneziani Bianchi” o “Genovesi Bianchi”, cioè dei soggetti protetti da Venezia o Genova, ma dipendenti dal re di Cipro (cfr. Jacoby 1977).

Bibliografia

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1972     A History of Cyprus, Cambridge, Cambridge University Press, 1972, II.

 

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2004     La francophonie en Chypre du XIIe à la fin du XIXe siècle. Évolution historique et sociologique, in «Le français dans le bassin méditerranéen. L’enseignement du français par la radio», 32 (2004), pp. 13-43.

 

Jacoby, David

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2007     Les États francs du Levant et Chypre sous les Lusignans: un siècle de rapports (1192-1291), in Chypre d’Aphrodite à Mélusine. Éclairages archéologiques et historiques, a cura di Matteo Campagnolo, Marielle Martiniani-Reber, Genève, La pomme d’or, 2007, pp. 63-83.

 

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Otten-Froux, Catherine

2005     Les Occidentaux dans les villes de province de l’Empire byzantin: le cas de Chypre (XIIe-XIIIe siècle), in Byzance et le monde extérieur. Contacts, relations, échanges, sous la direction de Michel Balard, Élisabeth Malamut, Jean-Michel Spieser, Paris, Publications de la Sorbonne, 2005, pp. 23-33.

Crediti

Scheda a cura di Serena Modena.
Ultimo aggiornamento: 16 maggio 2019.