Motto del pappagallo di Lorenzo il Magnifico

  • Titoli: Motto del pappagallo di Lorenzo il Magnifico.
  • Datazione: Seconda metà degli anni Ottanta del Quattrocento.
  • Lingua: Francese antico.

Contenuto

Da Cosimo il Vecchio fino a Cosimo I, i Medici furono animati da un fortissimo interesse per la collezione libraria. Convinto dell’importanza della cultura e del collezionismo di codici, Cosimo inaugurò una intensa politica di acquisto di manoscritti pregiati e rari che fu poi proseguita dai suoi discendenti, Piero, Giovanni e soprattutto Lorenzo. Fu con quest’ultimo, infatti, che la Biblioteca Medicea assunse dimensioni straordinarie rispetto al passato, arricchendosi di centinaia di volumi a seguito di acquisti attuati su larga scala, come quelli dei codici greci ad opera di Giovanni Lascaris o quelli delle biblioteche di Francesco Filelfo e di Francesco Sassetti, nonché attraverso i doni degli autori (Poliziano, Ficino, Pico e molti altri) desiderosi di conseguire la benevolenza del Magnifico attraverso la presentazione e la dedica delle loro opere.

Nel gruppo di codici fatti esemplare per la Biblioteca a partire dalla seconda metà degli anni Ottanta del Quattrocento sono oltre sessanta i manoscritti che appaiono più strettamente dipendenti dalla volontà di Lorenzo in quanto esprimono quel gusto per la decorazione minuta che oggi si è concordi nel riconoscergli, ma soprattutto perché recano quasi sempre i suoi emblemi e le sue divise personali: il motto Le temps revient, il fuoco con o senza farfalle, le api con le fiale, l’albero di alloro, la pianticella verde, e, quasi sempre in maggiore evidenza, il pappagallo verde tra le spighe di miglio cui si accompagna senza eccezione il motto in francese che afferma la supremazia dell’esperienza Non le set qui non l’esaye (o più di rado nella variante Nuls ne le scet qui ne l’asaie, come testimonia l’iniziale miniata della pagina d’incipit del De Vera Nobilitate di Cristoforo Landino, Roma, Biblioteca dell’Accademia Nazionale dei Lincei e Corsiniana, 36.E.5, Cors. 433).

In quanto simbolo di eloquenza è possibile che il pappagallo sia stato scelto nei codici laurenziani proprio come allusione a queste doti e qualità del loro possessore. Del resto anche le altre due imprese, quella della fiamma che arde dei bronconi, o delle api che volano intorno al miele, sono con ogni probabilità allusioni alla passione letteraria del Magnifico.

Bibliografia

Arduini, Franca

2005    Il Libro d’Ore di Lorenzo de’ Medici. Codice Ms. Ashburnham 1874 – Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, a cura di Franca Arduini, Franco Cosimo Panini, Modena, 2005.

 

De la Mare, Albinia Catherine

1985    New Research on Humanistic Scribes in Florence, in Miniatura fiorentina del Rinascimento, 1440-1525. Un primo censimento, a cura di Annarosa Garzelli, 2 voll., Firenze, Giunta Regionale Toscana – La Nuova Italia, 1985, vol. I, pp. 395-600.

 

De Robertis, Teresa – Di Deo, Cinzia – Marchioro, Michaelangela

2008    I manoscritti datati della Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze: Plutei 12-34, a cura di T. De Robertis – C. Di Deo – M. Marchiaro, con il contributo di Ida Giovanna Rao, Firenze, SISMEL-Edizioni del Galluzzo, 2008.

 

Lenzuni, Anna

1992    All’ombra del lauro: documenti librari della cultura in età laurenziana: Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, 4 maggio- 30 giugno 1992, a cura di Anna Lenzuni, Milano, Silvana Editore, 1992, pp. 65-66 e 488.

Crediti

Scheda a cura di Serena Modena.
Ultimo aggiornamento: 15 luglio 2015.