Motto dell’impresa di Gian Galeazzo Visconti.

  • Titoli: Motto dell’impresa di Gian Galeazzo Visconti.
  • Datazione: Prima del 1430.
  • Lingua: Francese antico.

Contenuto

L’impresa della tortora, o della colombina, posta al centro di un sole radiante (la cosiddetta raza, o radia magna) mentre tiene nel becco un nastro con il motto “A Bon Droit”, è una delle imprese viscontee e sforzesche indubbiamente più celebri.

Stando al racconto che Pier Candido Decembrio fornisce in una lettera a Filippo Maria Visconti del dicembre 1430, questo emblema araldico fu coniato da Francesco Petrarca durante un suo soggiorno a Pavia per il giovane Gian Galeazzo Visconti, futuro duca di Milano («Franciscus Petrarcha vir scientia et eloquentia et, quod his longe precipuum est, moribus ac virtute prefulgens, nonne in aula tue celsitudinis inductus magnanimi principis avi tui Galeaz preconiis et consilio notior factus est omnibus? … Franciscus… cum senior effectus esset, preclarissimo iam tum adolescenti genitori tuo insignia illa siderea, quibus et ipse ac tu iampridem felicissime in preliis usi estis, diligenti studio et solertia commentus est…turturem cum brevi notula “A bon droit” radiantis solis in medio composuit» (Ad eundem principem [Philippum Mariam] super requisita vexilli imagine, Bologna, Universitaria, 2387, f. 103), al quale la madre Bianca di Savoia aveva lasciato in eredità il possedimento di San Colombano al Lambro.

In una canzone morale fatta appositamente “per la divisa del Conte di Virtù” il poeta di corte Francesco di Vannozzo riferisce inoltre di una visione nella quale gli sarebbe apparso lo stesso Petrarca proprio per confidargli di essere l’autore dell’impresa: «Il sole e l’azur fino / che tengon in sua brancha / quella uccelletta bianca / qual “A bon droyt” in dolce becco tene / che la sentenza mia tutta contiene».

Dopo la conquista del Ducato di Milano, Francesco Sforza assunse per sé lo stemma visconteo e Bona di Savoia, la moglie di Galeazzo Maria Sforza, scelse addirittura di far decorare con l’immagine della colombina nel sole raggiante, su fondo rosso e con il motto visconteo, un’intera stanza, la Sala 13, o Sala delle Colombine, ancor oggi visibile nel Castello Sforzesco.

Bibliografia

Medin, Antonio

1928    Le Rime di Francesco di Vannozzo, a cura di A. Medin, Bologna, Commissione per i Testi di Lingua, 1928.

 

Novati, Francesco

1904    Il Petrarca e i Visconti, in Id., Francesco Petrarca e la Lombardia. Miscellanea di studi e ricerche critico bibliografiche raccolte per cura della Società storica lombarda ricorrendo il sesto centenario della nascita del poeta, Milano, Hoepli, 1904, pp. 54-58.

 

Sanvito, Paolo

2002    Il tardogotico del Duomo di Milano: architettura e decorazione intorno all’anno 1400, Münster, LIT, 2002, p. 162.

Crediti

Scheda a cura di Serena Modena.
Ultimo aggiornamento: 20 giugno 2015.