Motto in francese degli Challant, signori di Issogne

  • Titoli: Motto in francese degli Challant.
  • Datazione: Tra il 1494 e il 1506-1510.
  • Lingua: Francese antico.
  • Tipologia di testo: Motto della più illustre e potente famiglia feudale valdostana esposto per volontà di Giorgio di Challant sulla facciata centrale del Priorato di Sant’Orso di Aosta e nel ciclo di affreschi del Castello di Issogne noto come Miroir pour les enfens de Challant, che contiene gli stemmi araldici della famiglia in una sorta di albero genealogico commemorativo del casato a memoria dei discendenti.

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Gli Challant, visconti d’Aosta fin dal 1295 e signori di Issogne, sono stati la famiglia feudale più illustre e potente della Valle d’Aosta. Come le grandi stirpi lombarde dei Visconti e degli Sforza, ad esempio, anche gli Challant hanno fatto dell’araldica un’espressione raffinata della propria cultura, della propria storia politica e sociale per assicurare prestigio e consacrazione alla loro dinastia. La testimonianza certamente più grandiosa di questa modalità di impiego dell’araldica da parte degli Challant ci proviene dall’imponente ciclo di affreschi che campeggia al centro della parete del cortile d’onore del Castello di Issogne e il cui titolo programmatico è «Miroeyr pour les enfens de Challant», come recita un cartiglio di ormai difficile lettura. Il maestoso decoro in cui si dipana una lunga serie di blasoni dei personaggi di rilievo della famiglia fu fatto eseguire da Giorgio di Challant, l’ambizioso priore commendatario di Sant’Orso e arcidiacono della cattedrale di Aosta, che fu ricostruttore del castello di Issogne tra il 1494 e il 1510, con l’intenzione di celebrare la grandezza del suo casato e di mantenere vivo il ricordo degli antenati nella memoria e nell’animo dei discendenti più giovani della famiglia.

Nell’ambito di questo ciclo di affreschi trova spazio anche il motto in francese alquanto sibillino usato dagli Challant, e per il quale sono state proposte due diverse letture, Tout est et n’est pas e più frequentemente Tout est et n’est rien, entrambe però inesatte. L’interpretazione errata del motto degli Challant è stata determinata dal fatto che non si è tenuto sufficientemente conto che l’impresa in cui esso trova spazio è composta da un corpo e da un’anima, cioè da una figura simbolica (ovvero uno o due piccoli globi sormontati da una croce) e da un’iscrizione. Questa divisa ci è pervenuta infatti in due versioni che si equivalgono sul piano del significato: una che contiene un solo globo crucigero ed un’altra che ne contiene due. Essendo i piccoli globi emblemi del “mondo”, la corretta trascrizione di ciascuna delle due forme del motto è: Tout est (monde) et tout n’est rien e Tout est (monde) et le (monde) n’est rien. La prima versione si legge sulla facciata centrale del Priorato di Sant’Orso di Aosta, che Giorgio di Challant fece costruire tra il 1494 e il 1506; la seconda versione è inserita per l’appunto nel cosiddetto Miroir pour les enfens de Challant.

Un’ulteriore interpretazione del motto in questione è quella proposta da Giacosa nel 1905: lo studioso ritenne infatti che la divisa e l’iscrizione presenti nel Miroir pour les enfens de Challant fossero da leggere in rapporto con il triangolo sormontato da un volto che si affaccia tra le nubi nella parte superiore dell’affresco e al centro del quale si trovano i bracci della croce che sale dal globo (il mondo). Dal momento che questo triangolo rappresenterebbe per Giacosa la Trinità, ossia Dio, ne conseguirebbe la seguente interpretazione del motto: Dieu tout est et le monde n’est riens (p. 72). Questa proposta di interpretazione è stata però contestata dalla critica successiva (cfr. in particolare Frutaz 1950).

Bibliografia

Barberi, Sandra

1999     Il Castello di Issogne. Diciotto secoli di storia e quarant’anni di storicismo, a cura di Sandra Barberi, Torino, Umberto Allemandi & C., 1999 (in particolare il capitolo di Joseph-Gabriel Rivolin, L’Araldica nel cortile di onore).

 

Boson, Justin

1957     Le château d’Issogne, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1957.

 

Frutaz, Amato-Pietro

1950     La devise des Challant, in «Augusta Praetoria», n. s., 3 (1950), pp. 149-153; poi in «Bulletin de la Société académique, scientifique et religieuse du Duché d’Aoste», 38 (1961), pp. 283-293.

1966   Le fonti per la storia della Valle d’Aosta, Roma, Edizioni di storia e letteratura, 1966, vol. 1, parte 1, p. 58, nota 1.

 

Gentile, Luisa Clotilde

2008     Riti ed emblemi: processi di rappresentazione del potere principesco in area subalpina, XIII-XVI secc., Torino, S. Zamorani, 2008, pp. 232-234.

 

Giacosa, Giuseppe

1905     Castelli Valdostani e Canavesani, Milano, L.F. Cogliati, 1905.

 

Rosellini, Aldo

1962   La francisation de la Vallée d’Aoste, in «Aevum», 5/6 (1962), pp. 484-511.

1970   Essai sur la francisation de la Vallée d’Aoste des origines au XVIe siècle, in «Studi mediolatini e volgari», 18 (1970), pp. 113-215.

 

Crediti

Scheda a cura di Serena Modena.
Ultimo aggiornamento: 1 luglio 2019.