Motto in francese di Giovanni de’ Medici

  • Titoli: Motto in francese di Giovanni de’ Medici.
  • Datazione: c. 1463.
  • Lingua: Francese antico.
  • Tipologia di testo: Motto effigiato con un pavone dalla coda spiegata. Questa divisa personale di Giovanni de’ Medici è scolpita nel portale del distrutto palazzo del Banco Mediceo conservato oggi al Castello Sforzesco di Milano.

Contenuto

Il potente e ricchissimo signore di Firenze Cosimo de’ Medici, detto Cosimo il Vecchio, fu uno dei principali sostenitori di Francesco I Sforza nel suo progetto di sottrarre il ducato di Milano a Filippo Maria Visconti, di cui era stato il più importante capitano di ventura. Come ricompensa dell’amicizia e dell’appoggio che Cosimo gli garantì nella sua ascesa al ducato, Francesco Sforza gli fece dono nel 1455 di uno splendido palazzo, oggi non più esistente, che divenne la sede milanese del Banco Mediceo e la casa di Pigello Portinari, il consigliere ed amico di Francesco Sforza cui Cosimo de’ Medici affidò inizialmente il ruolo di factotum dei suoi figli, Piero e Giovanni, in quel momento gestori della società, ma che dal 1462 divenne a sua volta titolare del Banco fino alla morte, avvenuta nel 1468.

La facciata del palazzo del Banco Mediceo presentava un magnifico portale in marmo, di artista ignoto, che è oggi esposto nei Musei Civici di Milano del Castello Sforzesco, ed è ornato da emblemi viscontei e sforzeschi, e da imprese araldiche medicee scolpite nel sottarco, come il falco o sparviero che stringe fra gli artigli un anello gemmato, il simbolo personale di Piero di Cosimo de’ Medici detto il Gottoso (1416-1469), da una parte (stipite di sinistra), e il pavone con il motto in francese Regarde moi del fratello Giovanni, dall’altra (stipite di destra), che testimoniano anche attraverso il linguaggio blasonico l’alleanza tra Francesco Sforza e i Medici.

Su questo portale sono presenti infine altri due motti: il motto in latino “Semper” nell’impresa medicea, erroneamente attribuita a Francesco Sforza e che fu poi concessa alla potente famiglia fiorentina dei Rucellai, dell’anello diamantato con le tre piume, che spicca nel cartiglio avvolto attorno al cerchio, nota come il “Semper diamante in penis”, e il motto in francese “Droit”, posto in un filatterio al di sopra dell’impresa della bussola magnatica. L’origine e l’attribuzione di queste divise medicee è più incerta delle precedenti. I motti Regarde moi, Droit e Semper ci restano comunque attestati anche in numerose formelle fittili provenienti da vari edifici milanesi come la Certosa di Garegnano e la Bicocca degli Arcimboldi, i familiari dei Visconti e degli Sforza, le cui formelle in cotto con l’iscrizione Droit Semper che corrono sotto l’altana sono state viste come un riuso di pregiato materiale laterizio mediceo.

Bibliografia

Arduini, Franca

2005     Il libro d’ore di Lorenzo de’ Medici. Volume di commento, Volume 501, Modena, F.C. Panini, 2005, p. 24.

 

Barbieri, Alessandro – Bosio, Paola

2013     Il cantiere delle terrecotte nel Museo d’Arte Antica del Castello Sforzesco: attività di ricerca e primi risultati, in Terrecotte nel Ducato di Milano. Artisti e cantieri del Primo Rinascimento. Atti del Convegno 17-18 ottobre 2011, Milano e Certosa di Pavia, a cura di Maria Grazia Albertini Ottolenghi e Laura Basso, Milano, Edizioni ET, 2013, pp. 195-483: 201.

 

Gabriele, Reina

2018     Le imprese araldiche dei Visconti e degli Sforza (1277-1535). Storia, storia dell’arte, repertorio, Thèse de doctorat présentée à la Faculté des lettres de l’Université de Losanne, Section de l’histoire de l’art, 2018, pp. 270 [da cui proviene la foto]; 406-407.

 

Zanoboni, Maria Paola

2009     “Et che … el dicto Pigello sia più prompto ad servire”: Pigello Portinari nella vita economica (e politica) milanese quattrocentesca, in «Storia Economica», XII (2009), fasc.1/2, pp. 27-107.

 

Crediti

Scheda a cura di Serena Modena.
Ultimo aggiornamento: 10 luglio 2019.