Berlin, Kupferstichkabinett 78 D 8

Codice unitario: contiene solamente l’Huon d’Auvergne.

Descrizione materiale

Segnatura:

78 D 8.

Origine:

Manoscritto franco-italiano; dallo studio dell’ornamentazione si deduce che sia stato probabilmente prodotto in area emiliana.

Data:

Datato 1341 nel colophon.

Supporto:

Pergamenaceo.

Numero di carte:

85 + 4 fogli di guardia.

Formato:

In-folio, 380 x 270 mm.

Fascicolazione:

I-V8 (1-40), VI2 (41-42), VII-XI8 (43-82), XII1 (83), XIII2 (84-85).

Foratura:

Non sono visibili fori di costruzione oltre a quelli che alloggiano i fili di cucitura, tranne nei ff. 75-85 che presentano un piccolo buco ciascuno nel margine inferiore esterno del foglio, talvolta centrati da un foglio all’altro, presumibilmente fatti quindi dopo la piegatura (e prima del taglio).

Rigatura:

A inchiostro, è ancora parzialmente visibile (soprattutto la rigatura orizzontale; di quella verticale rimangono poche tracce).

Mise en page:

Scrittura below top line. Di regola ciascuna pagina contiene 2 colonne da 37 righe ciascuna, con l’eccezione di 1r (che contiene in alto una singola colonna da 10 righe e al di sotto di questa 2 colonne da 16 righe ciascuna) e dei due fascicoli V e VI, nei quali il numero delle righe varia fra 38 e 40 per colonna. Al foglio 41v la scrittura termina bruscamente alla riga 34 della colonna di destra, mentre quella di sinistra conta 38 righe. L’ultima pagina di scrittura (84v) contiene su una sola colonna tre gruppi da 5+13+1 righe (quindi, in totale, 19 righe) separati da spazi orizzontali dell’altezza di poco più di una riga. I fogli 42 e 85 sono completamente bianchi.

Scrittura:

Littera textualis di piccolo modulo.

Mani:

Possibile cambiamento di mano nei fascicoli V e VI, presumibilmente inseriti in un secondo momento per colmare (parzialmente) un guasto meccanico: cambiano tanto la mise en page quanto il modulo di scrittura (più serrato), e sono assenti le miniature.

Foliazione:

Due numerazioni, entrambe moderne e a matita:

1. una foliazione in alto a destra sul recto dei fogli (1-85);

2. una paginazione sull’angolo esterno in alto (sul recto un po’ più in basso e all’interno rispetto alla foliazione) che si interrompe a 7v per quanto riguarda le pagine pari (quindi a pag. 14) e continua sul solo recto con i numeri dispari fino a pag. 31 inclusa (ovvero 16r).

Decorazione:

Il codice presenta un sontuoso corredo ornamentale, che comprende 76 grandi miniature inquadrate in una cornice rettangolare, di buona fattura, capolettera riccamente decorati, e in tre casi grandi iniziali miniate. I capilettera sono alternativamente rossi e blu, con decorazioni (sottili volute a penna, foglie e fiori stilizzati) violaceo-marroni se il capolettera è rosso, rosse se il capolettera è blu. Le letterine a inizio verso sono invece (ma non sempre, la decorazione manca nei ff. 5-8 e si interrompe al termine di 18r) decorate da sottilissimi tratti in inchiostro marrone leggermente più chiaro rispetto a quello utilizzato per la trascrizione, così come accade per le maiuscole nel corpo del testo. Le miniature sono alloggiate nel margine inferiore, nella proporzione di quasi una per foglio; quando mancano, sono poi compensate dall’inserimento di due miniature consecutive, in genere su verso e recto contigui. In tre casi (ff. 1r, 32v e 77v) sono presenti anche grandi iniziali miniate su campo oro, decorate con motivi vegetali e volute colorate in rosso, verde, blu, rosa e viola.

Legatura:

I fogli di guardia più esterni sono incollati ad una carta a fondo bianco a fiori vinaccia e oro che è per l’altra metà incollata ai contropiatti. Le cuciture appaiono originali, compreso forse il secondo filo verde attorcigliato a treccia piatta intorno all’anima assieme al filo di cucitura. Talvolta all’interno dei singoli fascicoli, fra il 3° bifolio e l’ultimo (quello più interno) o fra il 2° e il 3°, è visibile una seconda cucitura parallela a quella più interna.

La coperta è probabilmente settecentesca; gli  assi sono in cartone rivestito di pergamena giallastra e lucida. Il dorso reca i segni di 5 nervi, sui quali la pergamena è un po’ usurata; parzialmente a cavallo della prima legatura in alto è incollata un’etichetta marrone-vinaccia che reca la scritta:

 POEMA FR[AN]C.

ROM. SOPRA

LE IMPRES. DI

C. MARCEL.

___________

COD M e 34 e

 

Annotazioni:

Due ordini di annotazioni: un prima serie più tarda, riconducibile all’operazione di catalogazione del codice nelle varie biblioteche cui è appartenuto, e una seconda coeva all’esemplazione del codice dovuta al copista-revisore del testo.

a. Note di possesso / annotazioni più recenti: nel primo foglio di guardia, in alto a destra, è stata vergata a matita la sigla

B no 172

La B, caratterizzata da una doppia linea verticale, è il simbolo della famiglia Hamilton-Beckford, e il numero corrisponde alla segnatura del manoscritto nell’inventario Beckford. Più in basso è visibile un’altra annotazione, vergata da una seconda mano con inchiostro marrone:

Poema, o sia Romanzo in versi, in lingua francese antica

sopra le imprese di Carlo Martello Principe, o Duca

di Francia, che fiorì nella metà dell’VIII secolo –

scritto del 1341, come appar in fine –

È certamente attribuibile a Jacopo Soranzo o al curatore della sua biblioteca. Sotto, una mano da identificarsi probabilmente con l’autore della prima annotazione ha riportato il titolo del codice:

Le Roman de Loyal Comte Huon ecrite 1341 par N. Trombeor.

Ancora più in basso sono annotate la segnatura del codice nel catalogo Hamilton e quella attuale al Kupferstichkabinett:

    337

78-1884

Molto sporadicamente si trovano annotazioni a matita nel margine inferiore, in corsivo, forse ad opera dell’autore della paginazione o della foliazione, che ha appuntato le forme in francese moderno corrispondenti ad alcuni termini del testo. Qualche foglio porta il timbro del Kupferstichkabinett con la data 1884.

Al f. 1r, in alto a destra, è leggibile un’ulteriore annotazione in inchiostro molto sbiadito: N° 58 (la N è tracciata in corsivo maiuscolo).

b. Annotazioni / correzioni del revisore: il revisore del testo ha sparsamente annotato correzioni, sillabe dimenticate aggiunte sopra al verso, segni di a capo decorati in vario modo; dall’inizio del testo fino a 20r sono visibili sottili linee verticali (nella misura di circa una per verso) che sembrano suggerire la suddivisione di alcune parole o sintagmi, forse scandendo un ritmo di lettura. L’inchiostro appare identico a quello marrone più chiaro utilizzato per le correzioni e per le esili volute che decorano le maiuscole ad inizio verso; sempre con questo sembrano essere stati aggiunti qua e là alcuni punti mancanti a fine verso o accanto (prima o dopo) ai nomi propri.

Altre informazioni:

Incipit (f. 1r): Al tamps de may quand furent li prael / Tot reverdis lorer et arboisel

Explicit (f. 84v): Ici finist le romans de loiaus queu(n)s huon / Vos qui laueç oy diex uos face p(er)don / E moy qui lay ci scrit no(n) face oblieson

Colophon (f. 84v): Por la deu grace et dou ber sainct martin / De scrivre auons cist livre trait a fin / Mille.ccc.xl. coruit les a(n)s dou sir diuin / En un martdi en lore de matin / Ce fu del mois de iulli tretot sans nul t(er)min / que comence fu loure a lhonor sainct augustin / In mille.ccc.xlj. fu complie tote la fin / En un sabadi que paruit le ior serin / Et fu del mois daurille que flori su(n)t li iardin / Nicolaus trombeor fiuç li maistre lafranchin / Fist la scripture e tot le istoires afin / Cil que deu recoille qant uenra pres de la fin / En son saint regne o chante li kerubin /

Amen.   Am(en).   Amen

Antiche segnature:

Hamilton 337.

Possessori:

Il codice fu probabilmente realizzato per la famiglia Gonzaga, e figura nel catalogo del 1407 con il n° 21. Dopo l’estinzione del casato nel 1708 fu probabilmente acquistato dal nobile e intellettuale Bernardo Trevisan, per passare poi al fratello Francesco, vescovo di Verona. Alla morte di questi (1732) il manoscritto passò nelle mani del senatore veneziano Jacopo Soranzo, e di qui nella collezione della famiglia inglese degli Hamilton-Beckford. Nel 1882 l’intera biblioteca degli Hamilton fu alienata per mezzo di un’asta pubblica e l’ampia collezione di manoscritti fu acquistata dal governo prussiano. Originariamente affidato ai Königliche Museen, il fondo Hamilton è oggi in gran parte conservato alla Staatsbibliothek di Berlino, mentre il codice 337 si trova al Kupferstichakinett.

Notizie storiche:

 

Contenuto

Codice unitario: contiene solamente l’Huon d’Auvergne.

Bibliografia

 

Bibliografia

Boese, Helmut 

1966                Die lateinischen Handschriften der Sammlung Hamilton zu Berlin. Manuscripta Mediaevalia, Wiesbaden, Harrassowitz, 1966.

 

Braghirolli, Willelmo – Meyer, Paul – Paris, Gaston

1880                Inventaires des manuscrits en langue française possédés par Francesco Gonzaga I,  «Romania», IX (1880), 497-514.

 

Hamilton, William A.

1882                Catalogue of the magnificent collection of manuscripts from Hamilton Palace, London, 1882.

 

Holtus, Günther – Wunderli, Peter

2005                Grundriss der romanischen Literaturen des Mittelalters (GRLMA) III.1/2.10: Franco-italien et épopée franco-italienne, Heidelberg, Winter, 2005.

 

Novati, Francesco

1890                           I codici francesi de’ Gonzaga secondo nuovi documenti, «Romania», 19 (1890), 161-200.

 

Olschki, Leonardo

1932                Manuscrits français à peintures des bibliothèques d’Allemagne, Genève, 1932.

 

Rossi, Vittorio

1927                I codici francesi di due biblioteche veneziane del Settecento, in «Miscellanea di studi critici in onore di Vincenzo Crescini, Cividale», Stagni, 1927, 87-100.

 

Theinert, H.

1884                Die Hamilton’sche Handschriften-Sammlung im Berliner Museum und ihre Beziehungen zur Geschichte des Nachrichten- und Verkehrswesens, Berlin, 1884.

 

Tobler, Adolf

1884                Die Berliner Handschrift des Huon d’Auvergne, «Sitzungsberichte der Königlich preussischen Akademie der Wissenschaften zu Berlin. Philosophistisch-historische Klasse», 27 (1884), 605-620.

 

Toesca, Pietro

1912                La pittura e la miniatura nella Lombardia dai più antichi monumenti alla metà del quattrocento, Milano, 1912.

 

von Seidlitz, Woldemar

1883                Die illustrierten Handschriften der Hamilton-Sammlung zu Berlin, «Repertorium für Kunstwissenschaft», 6 (1883), 256-273.

 

Wescher, Paul 

1931                Beschreibende Verzeichnis der Miniaturen des Kupferstichkabinetts, Leipzig, 1931.

 

Crediti

Scheda a cura di Michela Scattolini

Ultimo aggiornamento: 14 novembre 2012