Châteauroux (Indre), Bibliothèque Municipale, ms. 1

Contiene una versione della Chanson de Roland.

Descrizione materiale

Segnatura: ms. 1.

Data: fine del XIII sec.

Origine: La localizzazione nel Sud della Francia, avanzata da W. Foerster e P. Thibault, e già respinta peraltro anche da Horrent 1951, 48-49, che scriveva: «Son caractère franco-italien me paraît certain», è stata definitivamente scartata in favore dell’Italia dall’esame paleografico, codicologico e linguistico intrapreso da J. Duggan 2005. Il testo appare infatti trascritto da «an Italian scribe trained in French gothic hand» e «the decoration points to an Italian milieu» (Duggan 2005, 17). L’analisi linguistica supporta queste conclusioni: «Italian scribal features of C are in general analogous to those of V7, although one can perceive differences between the sets of graphic and thus perhaps linguistic habits of the two scribes» (Duggan 2005, 83).

Supporto: Pergamena di scarsa qualità, con segni di grave usura. In particolar modo nei ff. 6, 27, 30, 60, 98, e 118 lo scriba ha dovuto scrivere intorno a buchi e macchie del supporto pergamenaceo. I ff. 49, 50, 51, 109 e 110 presentano i margini lacerati.

Numero di carte: 128 cc.

Formato: 212 x 134 mm (Duggan 2005, 15).

Fascicolazione: i/i/i (carta), I-XVI8, i/i/i (carta).

Legatura: della seconda metà del XVIII secolo in cuoio marmorizzato con stampe dorate.

Mise en page: Il testo è disposto a piena pagina su 33 linee per pagina.

Scrittura: littera gothica textalis.

Mani: una sola mano.

Foliazione: scritta con inchiostro rosso da una mano moderna nell’angolo superiore destro di ciascun foglio. 

Decorazione: Una grande lettera iniziale decorata di 24 x 26 mm comincia il testo.

Tre pagine in C presentano una decorazione nel margine. Sono le pagine che contengono le lettere capitali di più grande formato che dividono il testo di C in tre sezioni principali di lunghezza variabile: la sezione A di 4179 versi contiene tutti gli eventi che precedono la morte di Rolando; la sezione B di 1707 versi riguarda l’inseguimento di Marsilio da parte Carlo Magno e la sconfitta di Baligante; la sezione C 2315 versi contiene la versione innovativa del ritorno in Francia, con l’episodio della Belle Aude e la punizione finale di Ganelon. Le tre lettere capitali (C di Charlle v.1, M di Morz v. 4180 e G di Granz v. 5887 non sono istoriate, ma decorate con uno schema astratto. Al f. 1r una decorazione raffigurante un’antenna dai motivi floreali e zoomorfi in stile italiano che incornicia lo specchio di scrittura. Un’asta simile è presente anche nel margine sinistro del f. 64v., al di sotto della lettera M, e nello stesso margine del f. 90v, sotto la lettera G. Queste aste sono decorate con pomi, anelli, gigli piuttosto sgraziati, e semplici foglie di acanto; le due aste nel f. 1r hanno entrambe un piccolo levriero o un cigno all’estremità, vicino alla lettera capitale C; al f. 64v c’è invece la testa di un uccello dal becco aguzzo; e al f. 90v un orso (o forse un uomo), che porta in testa un copricapo. I colori usati sono l’arancio, il blue, il giallo, il verde, il porpora, il rosa chiaro e il marrone. Moffat 2014, 6 evidenzia delle notevoli analogie fra la decorazione di C e quella del ms. 0510 della Biblioteca Universitaria di Padova: Petrus Lombardus: Sententiarum libri quatuor, realizzato a Padova nel XIII secolo. Come C, anche questo codice è in-8°, ma scritto in prosa su due colonne, con lettere capitali blue e rosse all’inizio di ogni proposizione. Sul piano della decorazione, presenta un’asta, leggermente tracciata, che scende lungo il margine sinistro e raggiunge il margine superiore della prima pagina, formando un quadrato, ed è arricchita da pomi, anelli, e altri tipi di decorazioni semplici, comprese le foglie di acanto, come in C. Fra le lettere capitali, inoltre, che presentano in genere schemi decorativi semplici, ve ne sono tre (ff. 2v, 75v, 135v) che lasciano intravedere minuscole teste di animali, la prima delle quali ricorda molto quella del f. 90v di C. La lettera capitale del f. 135v del ms. di Padova, infine, assomiglia fortemente alla C iniziale di Charlle nel primo verso di C.   

Notizie storiche: La storia di C è ben documentata in Braghirolli, Meyer-Paris 1880 dalla sua appartenenza all’inventario della biblioteca dei Gonzaga di Mantova al suo acquisto con altri manoscritti dei Gonzaga da parte di Giambattista Recanati nel 1707-1708, alla morte dell’ultimo duca Gonzaga di Mantova. Alla morte di Recanati nel 1734, C fu lasciato in eredità all’amico bibliofilo Jacopo Soranzo. Il ms. è identificabile solo da un paio di laconiche righe nei cataloghi del Recanati del 1722 e del 1734, ma meglio descritto al punto CCXLV del Vol. III, sezione II, del catalogo Soranzo, intitolato Catalogo de’ manoscritti in -4°: Comincia dal CCXI fino al CCCC. A’ di 14 settembre 1746. Fatto da me Francesco Melchiori da Oderza

Nei cataloghi di Recanati C e V7 sono classificati come in-quarto a dispetto del loro reale formato più piccolo in-octavo;  e nel catalogo Recanati del 1733-34 si fa riferimento a C, V7 e V4 come a mss. del XIV secolo. Melchiori suggerì, tuttavia, per C una datazione al XIII secolo, che fu confermata quando il ms. fu rilegato per la libreria di Luigi XVI di Francia. Alla morte di Soranzo nel 1761, C fu ereditato dai nipoti Corner della Ca’ Grande a San Maurizio che lo vendettero all’abate veneziano Matteo Luigi Canonici. In una sua lettera datata al 20 Dicembre 1788, e indirizzata all’abate Masnago, sembra possibile rinvenire un riferimento alla vendita del codice ad un ottimo prezzo al re di Francia. Le vicende seguenti del ms. non sono chiare. Si sa, tuttavia, che il 14 marzo 1822 il ms. fu registrato con il n. 571 nel catalogo di vendita dei beni del conte Germain Garnier, prefetto di Seine-et-Oise (chef-lieu Versailles) dal 1800, sotto Napoleone I, e acquistato dal mercante e banchiere svizzero, appassionato bibliofilo, Jean-Louis Bourdillon (1782-1856), che l’avrebbe lasciato poi in eredità alla città di Châteauroux (Indre e Berry), dove è custodito dal 1856.    

Altre informazioni: Per le sue caratteristiche (piccolo formato, scarsa qualità della pergamena e disposizione del testo su di un’unica colonna), C sembra rientrare nella tipologia dei mss. più antichi, le cosiddette copie dei giullari.           

Contenuto

Roland C (Chanson de)

Il manoscritto della Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia Francese VII (V7) fornisce insieme al suo “codice fratello”, il manoscritto della Bibliothèque Municipale di Châteauroux (C), e al manoscritto della Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia Francese IV (V4), una delle tre celebri versioni della Chanson de Roland prodotte in Italia fra la fine del XIII secolo e l’inizio del XIV secolo.

Bibliografia

 

Bisson, Sebastiano

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1984    Les illustrations des manuscrits français des Gonzague à la Bibliothèque de Saint-Marc, in Essor et fortune de la Chanson de geste dans l’Europe et l’Orient latin. Actes du IXe Congrès International de la Société Rencesvals pour l’Étude des Épopées Romanes (Padoue-Venise. 29 août – 4 septembre 1982), 2 voll., Modena, Mucchi, 1984, vol. II, 585-616.

 

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1961b              Documenti Marciani e principale letteratura sui codici veneti di epoca carolingia; supplemento al catalogo di mostra (sez. III) in occasione del II Congresso della Société Rencesvals in Venezia (Settembre 1961), Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, 1961.

 

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 1883    Das altfranzösische Rolandslied. Text von Châteauroux und Venedig VII, hrsg. Von W. Foerster, Heilbronn, Henninger, 1883; rist. anast.: Amsterdam, Rodopi, 1967. [Edizione diplomatica].

 

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 1943    Les textes de la Chanson de Roland, édités par R. Mortier, Paris, Editions de la Geste Francor, 1940-44, voll. 1-10. Vol. IV: Le manuscript de Châteauroux, Paris, 1943.

 

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Crediti

Scheda a cura di Serena Modena.
Ultimo aggiornamento: 8 giugno 2014.