Torino, Biblioteca Reale, Varia 433

Contiene Les Gestes des Chiprois, un’ampia compilazione di storia ciprioto-oltremarina in antico francese, ad opera probabilmente del giurista Gérard de Montréal. La seconda sezione di questa compilazione, che va dalla c. 25r alla c. 94 – bianca per segnarne lo stacco dalla terza ed ultima parte –, è costituita dal racconto, pervenutoci in tradizione indiretta, delle memorie personali di Filippo da Novara sulla guerra in Oriente fra il suo signore Giovanni d’Ibelin il Vecchio di Beirut e l’imperatore Federico II.

Descrizione materiale

Segnatura: Varia 433.

Origine: Il colofone porta la firma del copista, Jean le Miege (“Giovanni il Medico”) che lo esemplò nel 1343, durante la sua prigionia nel castello della cittadina cipriota di Kirinia, per il conte d’Aimery di Mimars. 

Datazione: XIV sec.

Supporto: Cartaceo.

Formato: 240×170 mm.

Numero di carte: 231 cc., ma in origine dovevano essere 239 distribuite in almeno trenta fascicoli, dei quali ne restano oggi ventinove, mancando almeno il primo di otto carte. Dei ventinove fascicoli superstiti ventisette sono composti, come il primo, di otto carte, mentre il quarto è composto da dieci ed il dodicesimo da quattro. L’ultimo quaderno, però, è mutilo dell’ultima carta, la 239, e della sua corrispondente, la 232, mentre della c. 238 resta solo un frammento dell’angolo sinistro alto del recto. La c. 198 che, al tempo del Raynaud risultava collocata fuori posto, tra le cc. 223 e 224, oggi manca del tutto.

 Rilegatura: cuoio rosso con impressioni d’oro.

Scrittura: «littera moderna corsiva a tutta pagina abbastanza chiara» (Melani 1994, p. 6).

Mani: una sola mano.

Foliazione: Nella numerazione era stato omesso il n. 198 e per rimediare all’errore era stato introdotto un foglio con il numero mancante.

 Altre informazioni: manoscritto acefalo.

Notizie storiche: Il ms. fu ritrovato nel 1882 nel castello di Verzuolo (in provincia di Cuneo) dal proprietario del castello, il conte Massimo Mola di Larissé, e dall’amico, l’ingegnere Carlo Perrin, al quale il manoscritto fu regalato.

Gli studiosi della Société de l’Orient Latin si rivolsero tramite il loro segretario, il conte Paul Riant, al Perrin per acquistarlo, ma questi declinò l’offerta. In compenso però fece dono al Riant di una copia diplomatica – da lui stesso eseguita – del testo e permise a Gaston Paris, che doveva essere l’editore dell’opera per conto della stessa Société, di ricontrollarne la copia e parte delle bozze dell’edizione sul manoscritto.  

Possessori: Dopo la morte di Perrin si persero le tracce del manoscritto, il cui ritrovamento fu annunciato da Alda Rossebastiano nel 1979. Ad entrarne in possesso era stato Vittorio Emanuele III di Savoia, che l’avrebbe poi lasciato alla Biblioteca Reale di Torino.

Contenuto

Guerra di Federico II in Oriente

Secondo le affermazioni dello stesso Filippo da Novara, i cosiddetti Mémoires dovevano contenere il racconto delle sue origini e delle ragioni che lo indussero a trasferirsi in Oriente, un certo numero di rimes et chansons dedicate all’amore, a temi religiosi, e alla guerra sostenuta dal suo signore, Giovanni I d’Ibelin, contro l’imperatore Federico II, nonché il racconto vero e proprio di questa guerra.

Bibliografia

 

Bart Rossebastiano, Alda

1979    Sul disperso ms. di Cérines delle «Gestes des Chiprois» ora «Varia 433» della Biblioteca Reale di Torino, «Studi Francesi», 23, 1979, 76-79.

 

Melani, Silvio

Filippo da Novara, Guerra di Federico II in Oriente (1223-1242), introduzione, testo critico, traduzione e note a cura di Silvio Melani, Napoli, Liguori, 1994, 5-6.

 

Raynaud, Gaston

Les gestes des Chiprois, in Recueil de chroniques françaises écrites en Orient aux XIII, et XIV, siècles, a cura di G. Raynaud, Genève, 1887, par. 97-229.

Crediti

Scheda a cura di Serena Modena.
Ultimo aggiornamento: 26 febbraio 2013.