Iscrizione tombale nella chiesa di San Pietro ad Aram a Napoli
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Un altro epitaffio in francese di una coppia di sposi, privo di datazione, è stato inciso su una lastra di marmo poi utilizzata come paliotto nell’altare di san Pietro della chiesa napoletana di San Pietro ad Aram: «Cui gist Ivonec li taliieres Leone de Bourgonge et Iarette sa feme». Il sostantivo antico e medio francese tailleor (di cui taillieres è caso retto) si riferisce a professioni diverse e potrebbe indicare uno scultore, un tagliapietre, un incisore, un sarto, un esattore di imposte (taille): è comunque chiaro che il defunto non appartiene alla classe nobiliare, mentre potrebbe essere un nobile o un ecclesiastico borgognone il Leone cui egli appare legato. Non doveva in ogni caso essere eccezionale, per un laico di origine oltremontana, avere un epitaffio in francese, almeno nei primi decenni del dominio angioino nell’Italia meridionale; la prassi è d’altronde piuttosto comune, a partire dalla seconda metà del Duecento, nei territori dove è diffusa la lingua d’oïl (Francia settentrionale, Inghilterra, Oriente latino): cfr. Minervini 2015, p. 161.

Foto di Francesca Gambino
Bibliografia
Minervini, Laura
2015 Il francese a Napoli (1266-1421). Elementi per una storia linguistica, in Boccaccio e Napoli. Nuovi materiali per la storia culturale di Napoli nel Trecento. Atti del convegno Boccaccio angioino. Per il VII centenario della nascita di Giovanni Boccaccio, Napoli-Salerno, 23-25 ottobre 2013, a cura di Giancarlo Alfano et al., Firenze, Franco Cesati Editore, 2015, pp. 151-174: 161.
Sabatini, Francesco
1975 Napoli angioina. Cultura e Società, Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 1975, p. 295 nota 195.
Crediti
Scheda a cura di Francesca Gambino.
Pubblicazione della scheda: 13 aprile 2018. Aggiornamento: 1 giugno 2026.