Didascalia della Sacra di San Michele della Chiusa (Torino).

  • Titoli: Didascalia della Sacra di San Michele della Chiusa (Torino).
  • Datazione: 1505-1510.
  • Lingua: Francese.
  • Tipologia di testo: Didascalia contenuta in un cartiglio nell’affresco noto come “predica della morte” o “predica dei morti”.

Contenuto

Arroccata sulla cima del monte Pirchiriano, l’abbazia di San Michele della Chiusa a Torino è un maestoso e antichissimo complesso religioso dedicato al culto dell’arcangelo Michele, che ha rappresentato una tappa importante nella rete di pellegrinaggi che univa i centri di culto michaelici dall’Irlanda a Gerusalemme, passando da Mont Saint-Michel in Normandia e Monte Sant’Angelo nel Gargano.

Al fondo della navata centrale dell’abbazia della Chiusa si trova il cosiddetto Coro Vecchio, ovvero la parte più antica della chiesa attuale, dove sono conservate le arche contenenti le spoglie dei principi sabaudi, il cui pilastro di centro è stato affrescato tra il 1505 e il 1510 su commissione del priore Giovanni di Monfalcone, come comprova l’effige del suo stemma, da un pittore che la critica ha identificato nel Maestro di La Roche de Rame.

La decorazione del pilastro di centro del Coro Vecchio presenta nella parte superiore la deposizione di Gesù e nella parte inferiore la scena nota come “predica della morte” o “predica dei morti”, una variante dell’iconografia dell’incontro tra vivi e morti che ha analogie sia con l’incontro dei tre vivi e dei tre morti che con il tema della Danse macabre. Nella scena, infatti, due scheletri, uno in piedi e l’altro disteso nel sepolcro e con un serpente che gli avvolge una gamba, parlano ad un gruppo di fedeli (un papa, un re, una regina, un cardinale, un vescovo, nobili e poveri, ecclesiastici e laici) attraverso due cartigli, uno in latino, che invita alla pietà per i defunti e recita: «Miseremini mei miseremini mei saltem · vos amici mei quia manus Domini tetigit me» (Pietà di me, pietà di me almeno voi amici miei, perché la mano del Signore mi ha toccato) e uno in francese non del tutto corretto che esorta i viventi a pregare per i trapassati e a ricordare il comune destino mortale: «O vous qui pour ici passe prie Dieu pour les trapasse, car leur donne comme vos avoint ete et leur comme nous sare» (‘O voi che passate di qua, pregate Dio di perdonare i trapassati come voi siete stati perdonati e come noi saremo perdonati’; cfr. Piccat 2011, p. 166).

Bibliografia

Arioli, Luigi

1998     Vita della Sacra di San Michele della Chiusa. Dalle remote origini al secolo XIV, a cura di Umberto Muratore, Stresa, Edizioni Rosminiane, 1998.

 

Bernardi, Marziano

1962     Tre Abbazie del Piemonte,Torino, Istituto Bancario San Paolo, 1962, pp. 31 e sgg., 62 e sgg.

 

Bouet, Pierre – Otranto, Giorgio – Vauchez, André

2007     culto e santuari di san Michele nell’Europa medievale. Culte et sanctuaires de saint Michel dans l’Europe médiévale, a cura di Pierre Bouet, Giorgio Otranto, André Vauchez, Bari, Edipuglia, 2007, p. 253.

 

Ceretta, Luisella

2004     Vita del Medioevo nei dipinti della Val Susa tra X e XV secolo, Sant’Ambrogio di Torino, Susalibri, 2004, pp. 85-86.

 

Pantani, Luciano

2005     La signora del mondo: note sull’iconografia del trionfo della morte, in «Annali Aretini», 13 (2005) = Simboli e rituali nelle città toscane tra Medioevo e prima Età moderna, Atti del convegno internazionale (Arezzo, 21-22 maggio 2004), pp. 105-137, p. 123.

 

Piccat, Marco

2011     Mixed Encounters: The Three Living and the Three Dead in Italian Art, in Mixed Metaphors: The Danse Macabre in Medieval and Early Modern Europe, a cura di Sophie Oosterwijk e Stefanie Knöll, Newcastle upon Tyne, Cambridge Scholars Publishing, 2011, pp. 155-168.

 

Tosco, Carlo

2015     Nuove ricerche sul portale dello Zodiaco alla Sacra di San Michele, in La trama nascosta della Cattedrale di Piacenza. Atti del Seminario di studi, Piacenza (Palazzo Farnese, 25 ottobre 2013), a cura di Tiziano Fermi, TIP.LE.CO., 2015, pp. 103-123.

Crediti

Scheda a cura di Serena Modena.
Ultimo aggiornamento: 9 febbraio 2019.