Filippo di Novara

Autore

 Di origine lombarda, come egli stesso si qualifica in due passaggi dei suoi Mémoires, Filippo fu però considerato a lungo navarrese, per via di alcune inesatte attribuzioni dovute ai copisti medievali; questo almeno fino al 1890, anno in cui Gaston Paris gli restituì finalmente la sua vera patria, Novara.

 Filippo visse per la maggior parte della sua vita in Oriente, a Cipro, dove arrivò con molta probabilità in giovane età. Un’oscurità completa regna sulla sua famiglia, sui primi anni della sua vita, e sulle ragioni che lo portarono a lasciare l’Italia per andare a stabilirsi nei possedimenti cristiani d’Oriente, in un’epoca in cui peraltro l’ardore delle crociate risultava già notevolmente smorzato. Secondo Silvio Melani, benché Filippo rivendichi una nascita nobile (Guerra di Federico II, par. 44), egli fu, più verosimilmente, «un cadetto o un nobile di piccola fortuna, dal momento che decise di abbandonare per sempre il suo paese e di costruire le sue sorti in Oltremare» (1994, 39).

 A Cipro, Filippo riuscì ad inserirsi con successo nella società francese lì stabilitasi. A comprovare ciò non sarebbe soltanto l’eccellente padronanza del francese che si può riscontrare nei suoi scritti, ma anche il fatto che nel 1218 lo vediamo prendere parte all’assedio di Damietta al servizio di un certo Pietro Chappe, cavaliere cipriota. Filippo racconta di aver saputo presto affascinare il suo nobile signore con la sua abilità di leggere ad alta voce dei romans, e che lo stesso Pietro Chappe, proprio in occasione dell’assedio di Damietta, l’avrebbe invitato a leggere anche per un altro dei più grandi signori del Regno, Rodolfo di Tabaria. Come ricorda in una bella testimonianza di questi momenti della sua giovinezza nel Livre en forme de plait (Assises de Jérusalem, I, 525), Filippo seppe conquistarsi così anche la stima di Rodolfo, al quale avrebbe tenuto in seguito compagnia con le sue letture durante una lunga malattia, e dal quale sarebbe stato introdotto a sua volta alla conoscenza ed allo studio del diritto feudale.

 Fu molto probabilmente sempre durante l’assedio di Damietta che Filippo da Novara si legò agli Ibelin, al servizio dei quali rimase per tutta la vita ed ai quali testimoniò sempre una profonda devozione.

 Discendenti di un non importante vassallo di origine forse italiana, Barisano o Balisano (morto probabilmente verso il 1150), gli Ibelin avevano saputo trasformare, attraverso alleanze e matrimoni vantaggiosi, intelligenza unita a pazienza, spregiudicatezza ed energia, la loro famiglia nella casata più potente non solo del regno di Gerusalemme ma anche di quello di Cipro, e con Giovanni I, detto il «Vecchio» Signore di Beirut, raggiunsero il culmine della loro potenza.

 All’ombra della famiglia degli Ibelin – al servizio prima di Giovanni il «Vecchio» signore di Beirut e poi dei suoi figli, Baliano III (che morì nel 1246 e del quale fu amico, compagno d’armi e compere) e Giovanni –, Filippo ebbe modo di fare un’eccellente carriera. Fortemente stimato per le sue doti di diplomatico e per la sua riconosciuta abilità di giurista, egli fu incaricato di numerose e importanti negoziazioni (a lui fu affidata, per esempio, la trattativa dell’estate del 1229 per cercare di evitare la guerra tra il signore di Beirut e i cinque nobili ciprioti che avevano acquistato dall’imperatore Federico II la reggenza di Cipro, nonché, l’anno seguente, la trattativa per la resa del castello di La Candare, e nel 1233 quella per il castello di Kyrenia) ed ambasciate di grandissimo prestigio, addirittura presso il papa ed i re di Francia e di Inghilterra, a sostegno della lotta contro l’imperatore.

 Filippo non si fece apprezzare però solo come abile diplomatico ed esperto di diritto, dal momento che prese parte attiva al fianco degli Ibelin agli accadimenti che seguirono l’arrivo dell’imperatore Federico II nell’isola di Cipro nel 1228.

 Tra il 1221 e il 1222, secondo l’opinione del Paris – ma meglio forse, secondo Melani, entro il 1224-1225 –, Filippo si sposò ed ebbe un figlio, che prese il nome di Baliano in onore di Baliano III d’Ibelin, che fu suo padrino. Nel 1242 questo giovane cavaliere partecipò all’impresa contro la città di Tiro organizzata dagli Ibelin per sottrarre quell’ultima piazzaforte al controllo degli uomini dell’imperatore Federico II.

 Dopo la fine della guerra contro l’imperatore svevo, Filippo divenne uomo di fiducia di Enrico I di Lusignano, re di Cipro, che alla sua morte nel 1253 lo volle anche come suo esecutore testamentario.

 Nel corso della sua vita Filippo contrasse probabilmente altri due matrimoni con donne provenienti da alcune delle famiglie più nobili di Cipro, che comprovano la sua solida integrazione nella patria di adozione.

 Non possiamo stabilire con esattezza la data della sua morte, che sarà da collocarsi però molto presumibilmente dopo il 1265, dato che nel 1263, o forse nel 1264, Ugo di Brienne parla ancora di lui in termini di grande stima, definendolo il «meillor pledeour deça mer».  

 Filippo da Novara differisce considerevolmente dagli altri cronisti del XIII secolo, perché, pur avendo avuto, come Villehardouin, Robert de Clari e Jean de Joinville, un ruolo attivo nelle vicende militari che descrive, fu un letterato la cui produzione bibliografica si contraddistingue per una marcata ecletticità. 

 Nell’epilogo del suo trattato morale Les quatre temps d’aages d’ome, Filippo da Novara fornisce ai propri lettori una bibliografia della sua opera letteraria, che si compone in tutto di tre livres, scritti negli ultimi vent’anni della sua vita. Filippo informa di aver scritto un trattato legale, di diritto feudale, basato sulla sua vasta esperienza giudiziaria, comunemente noto come il Livre de Philippe de Navarre o il Livre en forme de plait; un trattato di etica, Les quatre temps d’aages d’ome, sul modo più appropriato di affrontare le quattro età della vita (infanzia, giovinezza, maturità, vecchiaia), che è frutto della sua esperienza personale, e che fu scritto – come egli informa – quando aveva ormai più di sessant’anni; ed un’antologia che doveva includere un’ampia sezione autobiografica, un certo numero di poesie (sia d’amore che sulla guerra combattuta nel 1223-1242 tra gli Ibelin e l’imperatore Federico II), un racconto di questa stessa guerra ed infine alcuni componimenti religiosi. Di questa antologia sono sopravvissuti solo un breve frammento dell’autobiografia e la cronaca della guerra fra il potente casato cipriota e l’imperatore svevo, perché inseriti nelle cosiddette Gestes des Chiprois, un’opera composita di storia oltremarina, messa insieme nel secondo decennio del XIV secolo da un anonimo redattore. 

 

Opere

Guerra di Federico II in Oriente

Secondo le affermazioni dello stesso Filippo da Novara, i cosiddetti Mémoires dovevano contenere il racconto delle sue origini e delle ragioni che lo indussero a trasferirsi in Oriente, un certo numero di rimes et chansons dedicate all’amore, a temi religiosi, e alla guerra sostenuta dal suo signore, Giovanni I d’Ibelin, contro l’imperatore Federico II, nonché il racconto vero e proprio di questa guerra.

Livre de forme de plait

Scritto a Cipro, con molta probabilità fra gli anni 1249 e 1253, il Livre à un sien ami en forme de plait di Filippo di Novara, conosciuto anche con il titolo Livre de forme de plait, è un trattato di diritto feudale consuetudinario che descrive le leggi e le procedure dell’Alta Corte dei regni latini di Cipro e di Gerusalemme.

Bibliografia

 Edizioni dei cosiddetti Mémoires, o Guerra di Federico II in Oriente, di Filippo da Novara

 Kohler, Charles

 1913    Philippe de Novare, Mémoires, 1218-1243, édités par C. Kohler, Paris, Champion, 1913 («Les Classiques Français du Moyen Âge», 10).

 

 Melani, Silvio

 1994    Filippo da Novara, Guerra di Federico II in Oriente (1223-1242), introduzione, testo critico, traduzione e note a cura di S. Melani, Napoli, Liguori, 1994.

 

 Edizioni complete delle Gestes des Chiprois 

 Raynaud, Gaston

 Les Gestes des Chiprois, in Recueil de chroniques françaises écrites en Orient aux XIII, et XIV, siècles, a cura di G. Raynaud, Genève, Fick, 1887 («Publications de la Société de l’Orient latin. Série historique», 5), par. 97-229.

 

Paris, G. – Mas Latrie, Réné de

 Les gestes des Chiprois, éd. par G. Paris – R. de Mas Latrie, in Recueil des Historiens des Croisades, Documents arméniens, II, Paris 1906, 653-872.

 

 Studi

 Aslanoff, Cyril

 1997    Récit historique et discours poétique dans l’Estoire de la guerre des Ibelins contre les Impériaux de Philippe de Novare, «Le Moyen Âge», 103, 1997, 67-81.

 

 Bart Rossebastiano, Alda

 1979a  Sul disperso ms. di Cérines delle Gestes des Chiprois ora «Varia 433» della Biblioteca Reale di Torino, «Studi Francesi», 23, 1979, 76-9.

 1979b  “La Chanson d’aubedi Filippo di Novara, «Annali dell’Istituto Universitario Orientale di Napoli, sez. romanza», 21, 1979, 417-424.

 

 Bertoni, Giulio

 1910    Il Duecento, Milano 1910, 75, 359.

 

Beugnot, Arthur August

 1840-41          Notice sur la vie et sur les écrits de Philippe de Navarre, «Bibliothèque de l’École des chartes», II, 1840-41, 1-31.

 

 Bromiley, Geoffrey N.

 1977    Philip of Novara’s account of the war between Frederick II of Hohenstaufen and the Ibelin, «Journal of Medieval History», III, 1977, 325-337.

 1998    Philippe de Novare: another epic historian?, «Neophilologus», 82:4, 1998, 527-541.

 

 Charpentier, Hélène

 1898    Histoire, droit et morale du lignage dans l’œuvre de Philippe de Novare, in Les relations de parenté dans le monde médiéval, «Sénefiance», XXVI, 1989, 325-334.

 

 Foulet, Alfred L.

 1930                    Les Mémoires de Philippe de Novare sont-ils un plaidoyer?, «Romania», LVI, 1930, 419-427.

 

 Fréville, Marcel de

 1888  Les quatre âges d’homme. Traité moral de Philippe de Navarre, publié pour la première fois d’après les manuscrits de Paris, de Londres et de Metz par M. de Fréville, Paris, SATF, 1888.

 

 Jacoby, David

 1984                    La littérature française dans les Etats latins de la Méditerranée orientale à l’époque des croisades: diffusion et création, in Essor et fortune de la Chanson de geste dans l’Europe et l’Orient latin, II, Modena, 1984, 617-646.

 1986                    Knightly Values and Class Consciousness in the Crusader States of the Eastern Mediterranean, «Mediterranean Historical Review», 1, 1986, 98-186.

 

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 1886    Chronique de l’Ile de Chypre par Florio Bustron, in Mélanges historiques. Choix de documents, vol. 5, Paris, Imprimerie nationale, 1-531 («Collection de documents historiques sur l’histoire de la France. Mélanges historiques»).

 1891    Chronique d’Amadi et de Strambaldi, publiée par R. de Mas-Latrie, 1re partie : Chronique d’Amadi, Paris, Imprimerie nationale, 1891 («Collection de documents historiques sur l’histoire de la France. Mélanges historiques»).

 

 Melani, Silvio

 1988                    A proposito dei Mémoires attribuiti a Filippo da Novara, «Studi Mediolatini e Volgari», 34, 1988, 97-127.

 1995                    Lotta politica nell’Oltremare franco all’epoca di Federico II, in Federico II e le nuove culture. Atti del XXXI Convegno storico internazionale (Todi, 9-12 ottobre 1994), Spoleto, Centro italiano di studi sull’alto Medioevo, 1995, 89-111.

 

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 2000             Cronaca del templare di Tiro (1243-1314), ed. a cura di L. Minervini, Liguori, Napoli, 2000.

 2001              Outremer, in Lo spazio letterario del Medioevo, 2, Il Medioevo volgare, a cura di P. Boitani-M. Mancini-A. Varvaro, I, 2, La produzione del testo, Roma 2001, 611-648.

 2003              Les Gestes des Chiprois : macrotesto storico dell’Oriente latino, in Macrotesti fra Oriente e Occidente. IV Colloquio Internazionale “Medioevo Romanzo e Orientale” (Vico Equense, 26-29 ottobre 2000), Catanzaro, Rubbettino Editore, 2003, 269-277.

 2004               Les Gestes des Chiprois et la tradition historiographique de l’Orient latin, «Le Moyen Âge», CX, 2, 2004, 315-325.

 2005                Filippo da Novara, in Federiciana, 2005.

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 Zink, Michel

1985    La subjectivité littéraire. Autour du siècle de Saint Louis, Paris, PUF, 1985, 207-220.

Crediti

Scheda a cura di Serena Modena. Contributi di: Francesca Gambino.

Ultimo aggiornamento: 24 gennaio 2014