Livre de forme de plait

  • Titoli: Livre à un sien ami en forme de plait o, più frequentemente, Livre de forme de plait. Talora anche Livre de Philippe de Novare. Il titolo Livre de Philippe de Navarre, che si legge in Beugnot 1841, risente dell’inesatto toponimico attribuito all’autore nella tradizione manoscritta delle sue opere, finalmente corretto da Paris 1891.
  • Datazione: Tra il 1249 e il 1253.
  • Incipit: Ici orrés le livre de forme de plait que sire Felippe de Novaire fist pour .i. sien ami aprendre et enseigner coument on doit plaidoier en la haute court.
  • Explicit: Phelippe de Nevaire, qui tout ce a esclarzi et devizé a bone fei, prie tendrement a tous ceaus qui cest escrit veront et oront, qu’il prient a Nostre Seignor Jhesu Crist que il, par sa misericorde et de sa grace, conduie ses seignours et ses amis et lui meisme et tous crestiens a veraie repentance et a dreite confession, a parfaite penance et a honorable fin (et nomeiement Jehan le Petevin qui l’escrist). Amen.
  • Forma del testo: Prosa.
  • Lingua: Francese antico.
  • Argomento: Trattato di diritto consuetudinario, giurisprudenziale e legislativo dei Regni di Cipro e di Gerusalemme.
  • Tipologia di testo: Opera originale di Filippo di Novara poi inglobata da Giovanni di Ibelin il Giovane, l’amico su richiesta del quale il Livre de forme de plait fu scritto, nella più importante raccolta di trattati giurisprudenziali di Outremer del sec. XIII che va sotto il titolo di Assises de Jérusalem.

Autore

Filippo di Novara

Di origine lombarda, come egli stesso si qualifica in due passaggi dei suoi Mémoires, Filippo fu però considerato a lungo navarrese, per via di alcune inesatte attribuzioni dovute ai copisti medievali; questo almeno fino al 1890, anno in cui Gaston Paris gli restituì finalmente la sua vera patria, Novara.

Testo

Scritto a Cipro, con molta probabilità fra gli anni 1249 e 1253, il Livre à un sien ami en forme de plait di Filippo di Novara, conosciuto anche con il titolo Livre de forme de plait, è un trattato di diritto feudale consuetudinario che descrive le leggi e le procedure dell’Alta Corte dei regni latini di Cipro e di Gerusalemme.

Il fine dichiarato nella lettera all’amico, contenuta nel Prologo dell’opera (l’amico è con ogni probabilità Giovanni II di Ibelin-Giaffa il Giovane, nipote di Giovanni I d’Ibelin, detto “il vecchio signore di Beirut”, e figlio di Baliano, del quale Filippo fu fedele vassallo e amico), è quello di rendere edotto il lettore del diritto vigente in Terra Santa e delle modalità di stare in giudizio come patrocinante presso l’Alta Corte dei regni gerosolimitano e cipriota, dato che in quest’epoca, in assenza di un testo scritto, le assise di Gerusalemme e di Cipro ricevono nei tribunali un’applicazione consuetudinaria.

Nel Livre de forme de plait Filippo riunisce dapprima le regole procedurali su come avviare un processo in corte e su come condurre una causa (capitoli 1-16), per passare poi ad affrontare i vari aspetti relativi alle modalità con cui devono essere condotte le vertenze fra un vassallo e il suo signore (capitoli da 17 a 46). La sezione più ampia dell’opera è dedicata al recupero delle principali assise del passato, per ciascuna delle quali vengono indicati i punti di controversia e le soluzioni proposte dai principali giureconsulti del tempo (capitoli da 47 a 69). Agli insegnamenti giuridici, il Livre de forme de plait aggiunge infine un ritratto morale del perfetto giureconsulto (capitoli 70-74).

L’ampiezza del successo del Livre de forme de plait di Filippo di Novara si riconosce nell’influenza che il trattato ha esercitato sui due principali scritti giurisprudenziali di Outremer che vengono composti nel ventennio seguente alla sua redazione: il Livre de Geoffrey le Tort  (o Le Tor), scritto probabilmente nel 1260, e quello coevo del discepolo stesso di Filippo, Giovanni di Ibelin il Giovane, il Livre di Jean d’Ibelin. Più lungo del Livre de forme de plait di Filippo, il trattato di Giovanni finirà comunque per attirare una maggiore attenzione: sarà adottato nel XIV secolo come un’opera di riferimento nell’Alta Corte di Cipro e nel XVI secolo le autorità veneziane a Cipro lo faranno tradurre in italiano. Verso la metà del XIV secolo, l’opera di Filippo fu copiata anche dall’anonimo autore dell’Abrégé du livre des assises de la cour des bourgeois (o il Livre du plédéant e il Livre du playdoyer) che riproduce tutto il materiale di cui si compongono i capitoli 11-18 del Livre de forme de plait. Ed è sempre al XIV secolo che risalgono anche le due copie sopravvissute del Livre di Filippo, che, pur relegandolo in una posizione subalterna rispetto al trattato di Giovanni, testimoniano dell’interesse che in Cipro esso doveva ancora suscitare a più di un secolo dalla sua composizione.

Manoscritti

Il trattato ci è pervenuto attraverso tre manoscritti:

Bibliografia

Edizioni

Beugnot, Arthur August

1841    Livre de Philippe de Navarre (Livre de forme de plait), in Assises de Jérusalem, a cura di A. A. Beugnot, in Recueil des historiens des croisades, Lois, Paris, Imprimerie royale, t. I, 1841, 475-571.

Edbury, Peter W.

2009    Philip of Novara, Le Livre de Forme de Plait, edited by Peter W. Edbury, Nicosia, Cyprus Research Centre, Series: Texts and Studies in the History of Cyprus, 2009.

Studi

Beugnot, Arthur August

 1840-1841          Notice sur la vie et sur les écrits de Philippe de Navarre, «Bibliothèque de l’École des chartes», II, 1840-41, 1-31.

Brundage, James A.

1993                  Latin Jurists in the Levant : the Legal Elite of the Crusader States, in Crusaders and Muslims in Twelfth-Century Syria, edited by M. Shatzmiller, Leiden, Brill, 1993, 18-42.  

Charpentier, Hélène,
1989                 Histoire, droit et morale du lignage dans l’oeuvre de Philippe de Novare, in Les Relations de parenté dans le monde médiéval. XIVe Colloque du Centre universitaire d’Etudes et de Recherches médiévales d’Aix (Sénéfiance, 26), Aix-en-Provence: Université de Provence, CUERMA (1989), 323-334.

Edbury, Peter W.

Philip of Novara and the Livre de forme de plait, in Praktika tou tritou diethnous kyprologikou sunedriou (Lefkosia, 16-20 Apriliou 1966), a cura di A. Papageorgiou, Nicosia, Etaireia Kupriakou Spoudou, 2001, vol. 2, 555-569.

1995    Law and Custom in the Latin East : Les letres dou Sepulcre, «Mediterranean Historical Review», 10, 1195, 71-79.

Granclaude, Maurice

1923    Étude critique sur les Livres des Assises de Jérusalem, Paris, 1923.  

1926    Classement sommaire des manuscrits des principaux livres des assises de Jérusalem, «Revue historique de droit français et étranger», ser. 4, 5 (1926).

Lajard, Félix

1847    Philippe de Navarre, Jean d’Ibelin, Geoffroi le Tort, Jacques d’Ibelin et rédacteurs anonymes des Assises de Jérusalem, «Histoire littéraire de la France», 21, 1847, 433-467.

 

Crediti

Scheda a cura di Serena Modena.
Ultimo aggiornamento: 28 agosto 2013.